Rod Laver: “Se Roger Federer giocasse con la mia racchetta, lo batterei”


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Rod Laver: “Se Roger Federer giocasse con la mia racchetta, lo batterei”

Rod Laver è stato sicuramente uno dei più grandi tennisti di tutti i tempi. Il nativo di Rockhampton è stato recentemente intervistato dal Corriere della Sera, e ha toccato vari argomenti, a partire dai suoi successi.

Laver ha vinto, nel corso della sua carriera, ben 5 coppe Davis, ma soprattutto 11 titoli Major, riuscendo nell’impresa di conquistare in due occasioni (1962 e 1969) tutti e quattro gli Slam nello stesso anno solare.

Queste le parole di Laver: “Ricordo benissimo quel 1969. Lo spagnolo Gimeno in finale a Melbourne e poi tre connazionali di fila: Rosewall a Parigi, Newcombe a Wimbledon e Roche a New York. Mi chiedo se un tennista avrà più un anno cosi, ne dubito”.

In seguito l’australiano ha parlato del tennis di oggi, confrontandolo anche con il passato: “Invecchio a vista d’occhio, sono superato dagli eventi ma felice di essere vivo e di poter assistere alla più grande rivalità della storia dello sport, quella tra Federer e Nadal.

Oggi è tutto diverso, ai miei tempi c’erano altri, campi, atleti, montepremi, altre racchette… però confesso che mi sono goduto ogni secondo. Alla fine della giornata lo scopo era sempre lo stesso: battere gli avversari ed assicurarsi un trofeo.​ Nella mia carriera sono riuscito a vincere qualche torneo ma secondo me il miglior tennista della storia è Roger Federer.

Il modo in cui gioca, oddio, mi da i brividi. La sua concentrazione, l’approccio al match, quello stile inimitabile… A quasi 37 anni (li compie un giorno prima di me!) è incredibile il livello a cui sa ancora elevarsi.

Ma se date a Roger una racchetta di legno, non so cosa ne tira fuori…”. Per chiudere l’intervista, Laver si è soffermato sul suo stile di gioco e il suo ricordo più bello in assoluto: “Il serve and volley non l’ho ereditato da nessuno.

Semplicemente i campi erano pessimi, la palla rimbalzava da schifo, quindi mi sono detto che se la colpivo al volo mi sarei fatto un favore, e avevo ragione. Il mio ricordo più bello in assoluto è la premiazione a Wimbledon nel 1962, con Elisabetta II in guanti bianchi, colbacco e triplo filo di perle.

Eravamo sul campo centrale, qualche parola fugace, ma indimenticabile”. .