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Finiti gli Australian Open, ecco il nuovo numero di Febbraio.

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1.  Inside Novak Djokovic – il fallimento di chi vince sempre
L’invincibile Djokovic riscrive la storia e aggiorna i record. Ma, come Llewyn Davis, rincorre invano il sogno che forse non realizzerà mai: essere amato dalla gente
"Forse l’avrete già sentita: se non è nuova e non invecchia mai, allora è una canzone folk”.
Sono queste le parole con cui Llewyn Davis, protagonista del capolavoro Inside Llewyn Davis dei fratelli Coen, commenta l'ultimo pezzo della sua performance al Gaslight Cafe, nella scena iniziale del film: che poi è anche, più o meno, la scena finale.

2. QUESTO NADAL GIOCA MENO DI DJOKOVIC, MA VINCE DI PIU'
Non è facile valutare la competitività sul lungo periodo di campioni della racchetta come Rafael Nadal e Novak Djokovic, soprattutto in un momento in cui lo spagnolo non riesce a giocare con continuità a causa degli infortuni. In realtà, il giocatore maiorchino per tutto il corso della sua carriera ha dovuto combattere contro pause forzate dovute ai problemi fisici, e infatti sono state pochissime le stagioni in cui ha potuto giocare con regolarità da gennaio a novembre, ma in questa fase i problemi sembrano essere aumentati, e i forfait di Rafa quasi non fanno più notizia. Tuttavia, nonostante un numero di tornei giocati nettamente inferiore rispetto a quello di uno dei suoi principali rivali, ossia Novak Djokovic, il Nadal del 2018 e della primissima parte del 2019, è forse stato addirittura più vincente rispetto al serbo, che ha chiuso la scorsa annata al numero 1 della classifica mondiale, e sembra avviato verso un'altra stagione da protagonista assoluto.

3. NOEMI OSAKA, UN HAFU DAI MILLE COLORI
“La bellezza salverà il mondo”. Lo sosteneva Fiodor Dostoevskij nel suo “L'Idiota”, massimo capolavoro della letteratura russa. La frase è stata sdoganata nel mondo del tennis grazie a Janko Tipsarevic, che se l'è tatuata su un braccio. Però non ripetetela ad Ariana Miyamoto, splendida modella giapponese di papà afroamericano. Nel 2015 fu eletta Miss Giappone e rappresentò il Paese a Miss Universo, peraltro piazzandosi in ottava posizione. Fu oggetto di moltissime critiche perché non rappresentava la tipica “bellezza” giapponese. Fedele a una tradizione che va avanti da secoli, il Giappone è uno dei paesi con il minore tasso di contaminazione razziale. I meticci sono ancora pochissimi e vengono definiti “hafu”, dal termine inglese “half”. Un modo per inquadrarli e sottolineare la loro diversità.

4. ZVEREV: DA PROMESSA A CAMPIONE E PROSSIMO NUMERO 1
Nel tennis attuale, sembra esserci una sola certezza: fino a quando Roger Federer, Rafael Nadal e Novak Djokovic non si ritireranno, non ci saranno altri giocatori in grado di occupare la prima posizione del Ranking ATP. Eppure c'è un giocatore che già da un paio di stagioni riesce a mettere costantemente in difficoltà i primi della classe, e che sembra essere il più probabile successore dei tre giocatori citati in precedenza. Alexander Zverev, tra i giovani tennisti, è senza dubbio quello che possiede le qualità fisiche, tecniche e mentali (anche se su quest'ultimo aspetto è leggermente indietro rispetto agli altri) per diventare il prossimo protagonista del tennis mondiale.

5. IL NUOVO IMPERO DI NAOMI OSAKA
«Naomi Osaka ha battuto Serena Williams, il suo idolo. Ora potrebbe succederle», firmato il “Time”. In copertina. Non si tratta di fare facili sensazionalismi, di cavalcare l’onda lunga – anzi, lunghissima – dei clamorosi di questa ragazza che, appena ventunenne, ha vinto due Slam in fila.
Naomi Osaka non solo è il domani del disperato tennis femminile – questo è fin troppo chiaro oggi e banale – ma potrebbe diventare una leggenda, un’icona, una donna dei record. Naomi, mamma giapponese e papà haitiano, ha tutto per dominare: potenza, brillantezza, gioventù e, varie spanne sopra al resto delle skill nel curriculum, ha la personalità della campionessa. Quello che, sostanzialmente, è mancato a tutte le giocatrici che negli ultimi vent’anni hanno provato – ora l’una, ora l’altra – a imbastire con scarsissimi successi una rivalità con Serena Williams.

6. LORENZO MUSETTI, UN PROGETTO DI CAMPIONE
Hanno detto che ha la testa di un 26enne. Complimento mica male, per un ragazzo che compirà 17 anni il prossimo 3 marzo. È l'augurio migliore per Lorenzo Musetti, scintillante vincitore dell'Australian Open Junior. Bisogna andarci piano, quando si parla di titoli giovanili. Eppure c'è troppa fame di un campione Made in Italy, specie se maschietto. Per questo, giornali e TV non resistono.
Da quando è giunto in finale allo Us Open (persa con qualche rimpianto), l'interesse attorno a Lorenzo è cresciuto a dismisura. Lo ha riconosciuto il diretto interessato dopo la finale thriller di Melbourne, in cui ha avuto bisogno di 26 punti nel super tie-break, con tanto di matchpoint annullati da una parte e dall'altra, contro Emilio Nava. L'americano di origine messicana ha un fisico più formato del suo ed è destinato – sicuramente – a una bella carriera.
“Ho patito grande pressione sin dai primi turni – ha detto Musetti – ma ho fatto tesoro dell'esperienza di New York. Così ho saputo gestire la pressione e le sensazioni di una finale”.

7. REBECCA MARINO HA RICOSTRUITO IL SUO SOGNO
Quando ha tirato un ace nel primo punto della partita, Rebecca Marino ha agitato il pugno. La voce flautata è rimasta la stessa di sempre, ma quel pugnetto è il simbolo di una serenità ritrovata dopo aver smesso di giocare a 22 anni, vittima di una depressione causata dalle cattiverie che scrivevano di lei. La canadese dalle lontane origini siciliane ha subito quello che viene definito “cyberbullismo” e nel 2013 aveva appeso la racchetta al chiodo. Si era allontanata da tutto e da tutti, cercando di ricostruire se stessa lontano dal tennis. Aveva ripreso a studiare, si era data al canottaggio, ma una vocina interiore la incitava a non mollare.

E tanto altro.....

TENNIS WORLD ITALIA MAGAZINE - FEBBRAIO 2019