NADAL: NUMERO 1, MA NON AL QUINTO SET


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NADAL: NUMERO 1, MA NON AL QUINTO SET

Gli ultimi due anni sono stati ricchi di soddisfazioni per Rafael Nadal, che dopo un biennio 2015-2016 tutt'altro che positivo, era considerato da molti esperti come un giocatore arrivato nella fase finale di una carriera che lo aveva portato sul tetto del mondo, costringendolo però a stressare eccessivamente il suo fisico, impedendogli quindi di poter continuare a competere a livelli così alti superata la soglia dei 30 anni, come invece era riuscito a fare Roger Federer.
Lo stesso Nadal, nella sua autobiografia ha sottolineato come il suo fisico non fosse adatto al gioco del tennis. Il suo stile di gioco lo ha costretto negli anni a dover andare oltre i limiti di una genetica che non gli ha regalato un corpo adatto a sopportare completamente lo stress a cui uno sport come il tennis sottopone. In sostanza, lo stesso giocatore spagnolo probabilmente non immaginava di poter tornare a dominare sulla terra rossa come faceva un tempo, e di riconquistare il numero 1 della classifica mondiale. Però non ha mai smesso di allenarsi e di provarci.
(continua a leggere l'articolo nell'ultimo numero della rivista Tennis World)

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All'interno di questo numero:

5 motivi per cui Djokovic può esser considerato migliore di Federer e Nadal
1) Ha vinto quando gli altri Fab Four erano al top.
Si è tanto discusso della valenza degli Slam vinti da Federer e Nadal, della carenza di avversari in occasione di molti dei loro successi Slam. Questo non si può dire per Djokovic, che ha vinto quando tutti i suoi avversari erano al top. Questo punto va sottolineato e va ad esaltare quelli a seguire.
(leggi gli altri 4 motivi)

John Isner non smettere di crederci: il sogno Slam è davvero possibile
Il 2018 ha regalato ottime soddisfazioni a John Isner fino a questo momento, se si considera che il gigante di Greensboro si è tolto lo sfizio di aggiudicarsi il primo titolo 1000 in carriera sul cemento di Miami per poi centrare una storica semifinale a Wimbledon. Soltanto un crollo atletico ha infatti impedito a “Long John” di spingersi fino all’atto conclusivo nel torneo più prestigioso del calendario, a distanza di nove anni dal connazionale Andy Roddick, ultimo esponente a stelle e strisce in grado di disputare una finale ai Championships.

Il fu braccino Kevin Anderson è diventato grande
A Wimbledon il sudafricano è stato implacabile nelle due battaglie contro Federer ed Isner. La forza mentale è finalmente quella di un top player
Tre immagini su tutte, prima del 13-11 inferto a Roger Federer ai quarti di finale di questa incredibile edizione dei Championships, si stagliavano nella mia mente al nome Kevin Anderson.

MIKE BRYAN, LEGGENDA DEL DOPPIO: NUMERO 1 DEL MONDO A 40 ANNI!
Alla vigilia di Wimbledon 2018, in pochi avrebbero immaginato di vedere un giocatore di 40 anni vincere il titolo di doppio maschile. Soprattutto se si pensa che il giocatore in questione è Mike Bryan, che per quasi tutta la carriera ha giocato insieme al suo gemello Bob, ma che in questo caso ha dovuto "accontentarsi" di Jack Sock, a causa di un infortunio del fratello che ormai lo tiene lontano dalle competizioni dal ritiro durante la finale del Masters 1000 di Madrid.

DISCESE ARDITE E RISALITE DI ANGELIQUE
Un anno di grazia e quello dopo di buio. In 24 mesi Angelique Kerber assapora praticamente tutto: conosce la gloria, vince due Slam, chiude l’anno al numero uno del mondo, e poi scende negli inferi dell’anonimato, delle promesse non mantenute e della pressione che non si regge. E poi torna.

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