RAFAEL NADAL, IL SORPASSO SU ROGER FEDERER E' POSSIBILE?


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RAFAEL NADAL, IL SORPASSO SU ROGER FEDERER E' POSSIBILE?

“Hai vinto undici Roland Garros e 17 Slam. Hai rivoluzionato la storia del tennis, non hai smesso di innovarti tatticamente, tecnicamente e mentalmente. A 32 anni, il tuo gioco continua a migliorare. Nadal, ci stai abituando male”. Nell'omaggio al Pais di Rocio Evira Quezada, un tifoso di Barcellona, c'è un pezzo maggioritario di Spagna che si inchina di fronte al primo uomo, il secondo atleta nella storia del gioco, a vincere undici volte uno stesso Slam. Nadal come Margaret Court che ha dominato in Australia a cavallo del passaggio all'era open (ha vinto il titolo dal 1960 al 66, dal 1969 al 1971 e un'ultima volta nel 1973).

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- ATP, SEI GIOCATORI PER IL NUMERO 1 A FINE STAGIONE, SI TORNA INDIETRO DI 15 ANNI
E' stata senza dubbio una prima parte di 2018 molto incerta quella che ha caratterizzato il circuito ATP. Un'incertezza che comunque è ormai una costante da almeno un anno e mezzo, a causa dei problemi di giocatori come Novak Djokovic, Andy Murray e Stan Wawrinka, oltre che di tanti altri potenziali protagonisti, che ha fatto sì che molti di quei giocatori, più o meno giovani, che negli anni precedenti avevano fatto molta fatica a mettersi in luce, stanno ora trovando il modo per diventare protagonisti assoluti ad altissimi livelli.

D'altra parte Roger Federer, che potrebbe essere uno di quei giocatori che in quasi tutti i tornei riesce ad arrivare alle fasi decisive (semifinali e finali), rendendo il circuito più "regolare" come accadeva in passato, ha deciso negli ultimi anni di fare una programmazione molto più povera di eventi, saltando tutta la parte di stagione sulla terra rossa e riposandosi in qualunque momento dell'anno in cui ne senta il bisogno. In questo modo, con lo svizzero presente solo in 10-12 tornei, per gli altri c'è molto più spazio. Anche Rafael Nadal, tornato negli ultimi due anni quello dei migliori tempi, continua tuttavia ad avere problemi fisici in determinate fasi della stagione, non riuscendo quindi ad essere competitivo per 12 mesi consecutivi.

- RAFA, EL MAS GRANDE
111 su 113. Il primo numero sono le vittorie, l’altro le partite giocate. Si parla di terra battuta e di lunghe distanze, quella dei tre set su cinque. Il protagonista è, ovviamente, Rafa Nadal e questi numeri a fine carriera verranno ricordati con più superficialità degli undici successi (per ora) al Roland Garros o delle diciassette imposizioni in uno Slam, ma probabilmente significano ancora di più.

- NADAL, IL SORPASSO SU FEDERER E' POSSIBILE?
“Hai vinto undici Roland Garros e 17 Slam. Hai rivoluzionato la storia del tennis, non hai smesso di innovarti tatticamente, tecnicamente e mentalmente. A 32 anni, il tuo gioco continua a migliorare. Nadal, ci stai abituando male”. Nell'omaggio al Pais di Rocio Evira Quezada, un tifoso di Barcellona, c'è un pezzo maggioritario di Spagna che si inchina di fronte al primo uomo, il secondo atleta nella storia del gioco, a vincere undici volte uno stesso Slam. Nadal come Margaret Court che ha dominato in Australia a cavallo del passaggio all'era open (ha vinto il titolo dal 1960 al 66, dal 1969 al 1971 e un'ultima volta nel 1973).

- DJOKOVIC, TANTI DUBBI E POCHE CERTEZZE, ASPETTANDO LA STAGIONE SULL'ERBA
Esattamente due anni fa, Novak Djokovic era nel momento più alto della sua carriera. Superando Andy Murray in 4 set nella finale del Roland Garros 2016, il serbo era diventato il primo giocatore da Rod Laver nel 1969 a vincere quattro titoli dello Slam consecutivamente, striscia iniziata con il successo a Wimbledon dell'anno precedente, e poi proseguita con i trionfi di New York nel 2015 e Melbourne nel 2016, prima dello storico successo di Parigi. Novak era il giocatore perfetto per il tennis moderno, con un gioco basato sull'anticipo dalla linea di fondo, una risposta al servizio e una fase difensiva di altissimo livello, un servizio solido e l'assenza di una vero punto debole (dritto e rovescio giocati entrambi con grande sicurezza), ad esclusione di un gioco di volo che comunque era riuscito a migliorare nel corso degli anni

- SLOANE STEPHENS: SE QUESTE SONO LE PREMESSE, CI SARA' DA DIVERTIRSI
Il Roland Garros 2018 ha restituito al panorama femminile una Sloane Stephens ad altissimi livelli nonostante la sconfitta rimediata in finale dalla rediviva Simona Halep. Pochissimi avrebbero infatti immaginato che la 25enne della Florida sarebbe stata in grado di esprimere un tennis così efficace e redditizio anche sulla superficie meno amata sulla carta, ovvero la terra battuta, dove la sua tattica aggressiva e spregiudicata ha spesso risentito in passato della consueta lentezza del terreno di gioco.

-  LA RIVENDICAZIONE DI SIMONA
L’Italia parigina non è l’unica nazione a destarsi da un torpore lungo quarant’anni. Anzi, quanto fatto dalla Romania è ancor più importante dell’impresa di Marco Cecchinato, seppur più prevedibile di certo. Quarant’anni dopo Virginia Ruzici, un’altra rumena alza il trofeo intitolato a Suzanne Lenglen (ri)portando la Romania sulla mappa geografica del Grande Slam.

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