Il concetto di talento secondo Rafael Nadal



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Il concetto di talento secondo Rafael Nadal

Rafael Nadal ha offerto un rendimento davvero eccellente nella prima parte di stagione. Il fenomeno spagnolo ha conquistato gli Australian Open e il Roland Garros, nonostante fosse reduce da un 2021 con soli sette tornei ufficiali disputati.

Il dolore al piede ha tormentato Rafa anche in questo primo scorcio del 2022, ma l’ex numero 1 ATP è riuscito a metterci una pezza facendosi aiutare dal dottor Cotorro. Un piccolo strappo agli addominali gli ha impedito di giocare la semifinale di Wimbledon contro Nick Kyrgios, dovendo abbandonare il sogno chiamato ‘Calendar Grand Slam’.

Il 36enne di Manacor si è ritirato per evitare di peggiorare la situazione e dovrebbe essere regolarmente in campo a Montreal il mese prossimo. L’iberico avrà una ghiotta chance agli US Open, visto che difficilmente il suo eterno rivale Novak Djokovic potrà recarsi negli Stati Uniti.

Il maiorchino ha sempre espresso un gran tennis a New York, anche se non disputa l’ultimo Slam stagionale dal 2019. In una lunga intervista rilasciata a ‘Talento a bordo’, Nadal ha spiegato cosa significa per lui il termine ‘talento’.

Rafa spiega cos'è il talento

“Sono del parere che la gente faccia un po’ di confusione quando si parla di talento” – ha esordito Nadal. “Per come la vedo io, talento non vuol dire soltanto giocare bene o colpire la pallina con grande violenza.

Alcuni sono inclini a colpire molto forte, altri riescono a sbagliare pochissimo, altri ancora hanno un bel tocco o si muovono rapidamente. Nel tennis, come in tutti gli sport, l’obiettivo finale è vincere. Il riassunto è semplice: chi vince è colui che ha più talento” – ha spiegato Rafa.

Il 22 volte campione Slam non si è mai arreso dinnanzi alle difficoltà: “Se non mi fossi circondato delle persone giuste, forse non avrei avuto lo spirito che mi ha accompagnato per tutta la carriera. Ho sempre mantenuto un atteggiamento positivo ed è un qualcosa che cerco di trasmettere ai giovani.

Ci saranno sempre dei momenti complicati. L’importante è accettarli, lavorare sodo e guardare al futuro con ottimismo”.