Rafael Nadal, parla il medico: “Il suo è un caso unico al mondo”

Angel Ruiz-Cotorro, il dottore che lo ha seguito durante il Roland Garros, descrive i problemi al piede di cui soffre lo spagnolo

by Giuseppe Migliaccio
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Rafael Nadal, parla il medico: “Il suo è un caso unico al mondo”

Archiviata la gioia e la soddisfazione per la vittoria del Roland Garros di tre giorni fa, torna la preoccupazione sulle condizioni fisiche di Rafael Nadal. Le dichiarazioni dello spagnolo al termine del successo parigino e le immagini di lui in stampelle al rientro in Spagna non trasmettono sensazioni molto positive (si parla di un possibile forfait a Wimbledon).

Ha fatto il punto della situazione il suo dottore Angel Ruiz-Cotorro, che all’emittente radiofonica Cadena Ser ha descritto accuratamente i problemi che affliggono Nadal: “Conosco il piede di Rafa meglio di quanto conosca il mio” , ha detto il medico che ha curato il campione spagnolo per oltre un decennio, prima di spiegare più dettagliatamente la sindrome di Muller-Weiss di cui Nadal soffre fin dall'adolescenza.

“Si tratta di un'anomalia o displasia dello scafoide che si manifesta nell'infanzia e di cui si soffre in età adulta. Abbiamo usato tutti i mezzi a nostra disposizione per prolungare la sua carriera” .

Cotorro: “Rafa unico atleta in grado di sopportarlo”

Nello sviscerare l’argomento, con tanto di spiegazione del problema dal punto di vista clinico, il medico di Rafael Nadal, Angel Ruiz-Cotorro, ha spiegato quanto la patologia, nel caso del maiorchino, si sia manifestata in maniera unica: “Questa sindrome colpisce principalmente una delle ossa al centro del piede, tra l'astragalo e le ossa cuneiformi, che, dopo essere stata sottoposta a forti sollecitazioni, perde la sua vascolarizzazione e diventa necrotica.

Nelle persone che esercitano una forte pressione sui piedi, come Nadal, l'osso può finire per disintegrarsi, appiattirsi o addirittura frammentarsi e svilupparsi in un'osteoartrite con riduzione dell'arco plantare.

Si tratta di un caso unico al mondo, perché di solito non si verifica negli atleti di punta, in quanto non consente loro di praticare le rispettive discipline come vorrebbero. Ancor meno se parliamo di tennisti d'élite come Rafa Nadal, che è l'unico atleta della sua categoria in grado di sopportare questa sindrome e continuare a giocare ai massimi livelli. Credo che al livello in cui gioca Rafa sia un caso unico” .

Rafael Nadal Roland Garros
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