Lisnard incorona Rafael Nadal come il più grande atleta di sempre

Il Roland Garros è finito nelle mani di Rafael Nadal per la 14ma volta

by Simone Brugnoli
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Lisnard incorona Rafael Nadal come il più grande atleta di sempre

Il Roland Garros è finito nelle mani di Rafael Nadal per la 14ma volta, un record mostruoso che la dice lunga sulla grandezza dello spagnolo. L’ex numero 1 del mondo ha vinto il suo torneo preferito nonostante il dolore al piede, che lo aveva tormentato nella passata stagione e che era tornato a farsi sentire durante gli Internazionali BNL d’Italia.

Conquistando i primi due Major del 2022, il fenomeno iberico ha allungato su Roger Federer e Novak Djokovic nella classifica all-time. Il serbo avrà a disposizione soltanto Wimbledon per accorciare il gap, dato che difficilmente potrà volare a New York per disputare gli US Open.

Il 22 volte campione Slam, dal canto suo, si sottoporrà ad un nuovo trattamento al piede nella speranza di poter disputare i Championships. Nel frattempo, l’impresa di Rafa a Parigi ha scatenato una miriade di reazioni in ogni angolo del globo.

Quasi nessuno si aspettava una simile cavalcata da parte del 36enne di Manacor, specialmente dopo le premature eliminazioni a Madrid e Roma. Ai microfoni di ‘We Love Tennis’, Jean-René Lisnard ha voluto rendere omaggio a Nadal.

Lisnard incorona Nadal

“Anche se non è la prima volta che Rafael Nadal trionfa al Roland Garros, è comunque una bellissima immagine” – ha commentato Lisnard. “Nadal incarna i valori essenziali per avere successo ai massimi livelli.

Stiamo parlando forse del più grande atleta di tutti i tempi. Bisogna ammettere che la finale contro Casper Ruud non è mai stata in discussione. La vera finale è stata la battaglia contro Novak Djokovic. Si sapeva già alla vigilia che il tabellone fosse un po’ squilibrato.

Ora sono curioso di vedere cosa farà Carlos Alcaraz nei prossimi mesi, mentre per Rafa il tempo stringe” – ha aggiunto. In conferenza stampa, Nadal ha raccontato quanto sia stato difficile gestire il dolore al piede: “A Madrid ero zoppo dopo le partite, la stessa cosa a Roma.

L’anestesia era l’unico modo per giocare il Roland Garros, soprattutto dopo il match con Moutet. Non ero il favorito per la vittoria quest’anno, ma sono cresciuto con il passare dei turni”.

Rafael Nadal Roland Garros
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