Rafael Nadal torna a parlare della decisione di Wimbledon di non assegnare punti

Intervistato dalla CNN, il numero uno spagnolo commenta la decisione di Wimbledon e la risposta dell'ATP a causa della guerra

by Martina Sessa
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Rafael Nadal torna a parlare della decisione di Wimbledon di non assegnare punti

Quattordicesimo Roland Garros per Rafael Nadal. Lo spagnolo continua a scrivere la storia dello sport, soprattutto quando questa ha come ambientazione Parigi. Il numero quattro del mondo, in numerose interviste che hanno seguito la vittoria dell’Open di Francia, ha confessato il dolore che prova da anni al piede.

"Gioco con un infiltrazione sul nervo ed il piede viene addormentato, così sono andato avanti. Meglio che non dica quante infiltrazioni ho fatto nel corso di queste due settimane”: questo ha dichiarato ad Eurosport dopo aver ricevuto il trofeo del torneo francese.

La stagione della terra rossa, tuttavia, è temporaneamente in pausa per fare spazio all’erba. Prima della finale di Roland Garros, sono state numerose le voci su un possibile ritiro da Wimbledon da parte di Rafa Nadal, smentite però dal responsabile della comunicazione dello spagnolo.

Un Wimbledon che sarà diverso dalle precedenti edizioni: a seguito dell’esclusione dei russi e bielorussi dal torneo (per motivi legati alla guerra), l’ATP ha deciso di non assegnare punti per i tennisti che parteciperanno.

In un’intervista alla CNN, il numero uno spagnolo è tornato a parlare della decisione di Wimbledon e della risposta dell’ATP.

Nadal: “Il mondo del tennis è zero”

"Prima di tutto, il mondo del tennis è zero”, ha spiegato Rafa Nadal a Christiane Amanpour di CNN”.

Quando vedi famiglie e bambini che muoiono e soffrono, il resto delle cose non ha importanza. Non importa cosa fa Wimbledon o cosa fa l'ATP perché la questione reale e il vero dramma è che le persone stanno morendo e molte famiglie stanno soffrendo.

Questa è la cosa principale, il resto delle cose non ha importanza". Il mondo del tennis però ha reagito alla situazione geopolitica, con posizioni diverse tra l’organizzazione di Wimbledon e l’ATP.

"Capisco cosa ha fatto Wimbledon. Penso che sia abbastanza giusto perché in qualche modo sono sotto pressione dal governo”, ha detto il campione spagnolo, che ha proseguito con l’altro punto di vista. “L’ATP deve proteggere anche i loro membri. In questo caso, i miei colleghi russi non possono dire molto, ma di sicuro non hanno nulla a che fare con la guerra".

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