Rafael Nadal illustra i vantaggi di vivere su un'isola



by   |  LETTURE 2301

Rafael Nadal illustra i vantaggi di vivere su un'isola

Rafael Nadal ha lasciato tutti quanti a bocca aperta in questo inizio di stagione. Reduce da un lungo stop per infortunio e giunto a Melbourne senza grandi aspettative, il fuoriclasse spagnolo ha dimostrato ancora una volta di essere uno dei più grandi atleti di sempre.

In un torneo che gli era spesso risultato ostile in passato, l’ex numero 1 del mondo ha fatto saltare il banco conquistando il suo 21° Major in carriera. Grazie a quel trionfo, il 35enne di Manacor ha scavalcato Roger Federer e Novak Djokovic nella classifica all-time degli Slam.

L’iberico ha vinto le prime 20 partite disputate nel 2022, una striscia che si è interrotta contro Taylor Fritz nella finale di Indian Wells. A causa di una frattura da stress ad una costola, Rafa ha dovuto saltare i primi appuntamenti sulla terra rossa e il dolore al piede è tornato a farsi sentire durante il Masters 1000 di Roma.

Il 21 volte campione Slam non si presenterà al Roland Garros nelle migliori condizioni. Durante una lunga intervista concessa alla rivista VICE, Nadal ha illustrato i vantaggi di vivere su un’isola.

Rafa Nadal si racconta

“La mia famiglia è davvero importante per me, non vorrei vivere da nessun’altra parte” – ha esordito Rafa con grande sincerità.

“Quando penso alla mia isola, la associo alla pace e alla famiglia. È lì che allontano lo stress derivante dalla competizione. Quando torno a Manacor, mi sento una persona normale e mi rilasso con i miei cari.

Vivere su un’isola mi permette di avere una vita tranquilla e piacevole” – ha aggiunto Nadal, che andrà a caccia del suo 14° sigillo all’ombra della Torre Eiffel. Ai microfoni di Eurosport, la nuove direttrice del Roland Garros Amelie Mauresmo ha parlato delle condizioni di Rafa: “Ho seguito ciò che è accaduto durante il torneo di Roma.

Lui conosce il suo fisico meglio di chiunque altro. Si tratta di un infortunio con cui convive da parecchi anni. Siamo in contatto con lui, ma non c’è niente che possiamo fare. Incrociamo le dita e speriamo di avere i migliori giocatori a Parigi”.