Alcaraz: “Prendo sempre più normalmente i paragoni con Rafael Nadal”



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Alcaraz: “Prendo sempre più normalmente i paragoni con Rafael Nadal”

A suon di successi, il baby fenomeno spagnolo Carlos Alcaraz si sta facendo strada a grandi passi all’interno dell’Olimpo del tennis mondiale. Il talentuoso allievo di Juan Carlos Ferrero sgomita tra i migliori giocatori del circuito, che ora devono fare i conti con un nuovo imponente rivale il quale, a dispetto della giovanissima età, non mostra verso di loro alcun timore reverenziale.

Gli straordinari risultati ottenuti in questa prima parte del 2022 hanno condotto Alcaraz al nono posto del ranking ATP, cosa che a 18 anni (19 li compirà il prossimo 5 maggio) è riuscita a pochissimi tennisti nel corso della storia.

A pochi giorni di distanza dal trionfo a Barcellona, lo spagnolo ha concesso una lunga intervista al talk show El Hormiguero in cui ha svelato un curioso aneddoto vissuto poco prima della sua partita contro Alex De Minaur, in vista di quello che sarebbe stato uno dei giorni più impegnativi della sua intera carriera sportiva e che avrebbe finito per essere il giorno della sua incoronazione al Conde de Godó 2022.

Ha, inoltre, parlato di come affrontare la crescente fama, del lavoro di Juan Carlos Ferrero e dei paragoni frequenti con Rafael Nadal, suo idolo di sempre.

Alcaraz: “Ero un ragazzo complicato, con Ferrero litigi continui”

“A poco a poco lo prendo sempre più normalmente – ha dichiarato Alcaraz sui paragoni con Rafael Nadal − .

Ho sempre detto che se sei paragonato a Rafa è perché stai facendo bene le cose. Rafa, in fin dei conti, è uno dei migliori della storia ed essere paragonato a lui è un bene, in una certa misura.

D'altra parte, se ti paragonano a lui, è perché ti tirano le pietre nello zaino, ma se tirano le pietre a me, io le tiro a loro. Ma sì, sto migliorando sempre di più. Me la cavo abbastanza bene [a gestire la fama].

Dico a tutti che non mi considero ancora famoso. Quando la gente comincia a riconoscermi, è qualcosa che prendo nel modo più naturale possibile e mi piace, per me è un piacere che la gente ti conosca. Questo è qualcosa che solo il mio team sa – racconta Alcaraz su ciò che è accaduto prima del match con De Minaur − .

Domenica mi sono alzato con il piede sinistro: sono caduto dalle scale prima di giocare la semifinale. Non che fossero ottanta, ma erano un po' e mi sono fatto male all'altezza del soleo. Mi chiedevo se potessi giocare bene, ma alla fine l'adrenalina mi ha fatto giocare senza problemi.

Mi stavo riscaldando, attivo, ma sono scivolato. Per fortuna, con quell'adrenalina l'ho superata” . Oggi c’è un bel legame tra Carlos Alcaraz e il suo mentore e allenatore Juan Carlos Ferrero. All’inizio, però, il loro rapporto era piuttosto burrascoso in realtà.

“Sono lì per dirmi le cose brutte, per farmi arrabbiare un po' (ride), ma è la cosa migliore per me. Quando Juan Carlos Ferrero ha iniziato con me avevo quindici anni ed ero un ragazzo complicato. Ero e sono ancora abbastanza testardo, non vedevo mai la ragione, quindi c'erano continui litigi.

Mi mancavano un sacco di cose: ero molto disordinato, mi arrabbiavo, non controllavo bene le mie emozioni, la mia testa partiva spesso, era complicato, sì. Lui [Juan Carlos] ha fatto un lavoro molto importante” .