Holger Rune svela cosa lo ha colpito di più di Rafael Nadal



by SIMONE BRUGNOLI

Holger Rune svela cosa lo ha colpito di più di Rafael Nadal

Rafael Nadal ha lasciato tutti quanti a bocca aperta in questi primi mesi del 2022. Il fuoriclasse spagnolo, che aveva giocato appena sette tornei ufficiali l’anno scorso, ha fatto letteralmente saltare il banco agli Australian Open.

Dopo essere sopravvissuto a due autentiche battaglie contro Denis Shapovalov e Matteo Berrettini, l’ex numero 1 del mondo ha rimontato due set di svantaggio a Daniil Medvedev in finale. Cogliendo il suo secondo titolo a Melbourne Park, Rafa si è portato a quota 21 Major superando Roger Federer e Novak Djokovic nella classifica all-time.

Il maiorchino è inoltre diventato il quarto uomo nella storia ad aver conquistato tutti gli Slam almeno due volte (insieme a Djokovic, Rod Laver e Roy Emerson). Il veterano di Manacor si è procurato una frattura da stress ad una costola durante il Masters 1000 di Indian Wells, una battuta d’arresto che lo ha costretto a saltare i primi appuntamenti sull’amata terra rossa.

Stando alle ultime indiscrezioni, Nadal dovrebbe rientrare a Madrid. In una sessione di domande e risposte su Twitter, Holger Rune ha elogiato la capacità di Rafa di lottare nonostante l’età e gli acciacchi.

Rune elogia Nadal e Djokovic

“Rafael Nadal vuole vincere ogni partita, indipendentemente dal fatto che non sia più giovanissimo. Inoltre, il suo fisico è abbastanza logorato dopo tutti gli anni passati nel tour.

È davvero impressionante” – ha scritto Rune. Il norvegese ha elogiato anche Novak Djokovic, a cui è riuscito a strappare un set agli US Open 2021. “Nole è completo sia come atleta che come tennista, è stato bellissimo condividere il campo con una leggenda del suo calibro” – ha ammesso Holger.

In una recente intervista a ‘Tennis.com’, Marcos Baghdatis ha analizzato l’impatto dei Big 3 sul tennis moderno: “Roger Federer, Rafael Nadal e Novak Djokovic hanno dominato a lungo il circuito, senza dimenticare il grande Andy Murray.

Ai miei tempi, per vincere uno Slam dovevi battere almeno 1-2 di quei mostri. C’erano tanti ragazzi di talento che avrebbero meritato di vincere un Major. Mi vengono in mente Tsonga, Monfils, Nishikori, Ferrer e Berdych”.

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