“Trattamento riservato a Nadal non corretto” spiega un fisioterapista del circuito



by GIUSEPPE MIGLIACCIO

“Trattamento riservato a Nadal non corretto” spiega un fisioterapista del circuito

La notizia dell’infortunio di Rafael Nadal è stata un fulmine a ciel sereno sia per lui che per i tifosi. L’avvio di stagione dello spagnolo ha rappresentato qualcosa di straordinario visti i problemi fisici avuti nel 2021 e ha fatto sognare i suoi sostenitori.

La sconfitta in finale a Indian Wells contro Taylor Fritz − dopo 20 vittorie consecutive e tre trofei conquistati − sembrava soltanto un incidente di percorso per il 35enne di Manacor, salvo aggravarsi maledettamente una volta scoperta la frattura al terzo arco costale sinistro, rimediata in realtà già nel corso della semifinale con Carlos Alcaraz.

I tempi di recupero stimati parlano di 4-6 settimane di stop, il che significa che Nadal rientrerebbe per il Masters 1000 di Madrid o gli Internazionali d’Italia. Sorgono, però, dubbi sul trattamento ricevuto dal maiorchino in campo a Indian Wells e José Moron, giornalista del portale spagnolo Puntodebreak.com, ha chiesto delucidazioni a un fisioterapista del circuito (il cui nome, però, è ignoto).

Il fisioterapista ATP spiega le cure ricevute da Nadal

“Quello che il fisioterapista del torneo ha fatto è un protocollo che esiste per un check-up spinale – ha esordito il medico − . Rafa gli diceva che sentiva dolore e un senso di blocco anche nella schiena e, quindi, ha attivato il protocollo.

La vertebra toracica è unita alla costola attraverso una cartilagine e questo forma un'articolazione chiamata costotransversa. Il problema era lì. È vero che, conoscendo ora i risultati delle analisi, la manipolazione vertebrale è controindicata per il problema che poi abbiamo scoperto che ha.

Quello che ha fatto può aver aggravato il suo dolore […] Ciò che è chiaro è che a migliorarlo non l'ha migliorato – ha proseguito − . Né si può dire che il danno sia stato causato dalla manipolazione del fisioterapista.

Nessuno può garantirlo. L'unica cosa di cui possiamo essere sicuri è che, con quella diagnosi, il trattamento ricevuto da Rafa non era quello giusto” . Il sito spagnolo Puntodebreak, comunque, ha concluso che i 3 minuti a disposizione di un giocatore per beneficiare dell’intervento medico in campo non sono sufficienti, talvolta, a individuare il reale problema.

Con un po’ di tempo in più, forse, i fisioterapisti potrebbero riuscire a capire meglio l’infortunio e, di conseguenza, a curarlo nel modo giusto.