Alcaraz: "Se mi paragonano a Rafael Nadal, vuol dire che sto andando bene"



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Alcaraz: "Se mi paragonano a Rafael Nadal, vuol dire che sto andando bene"

Carlos Alcaraz ha messo in mostra un rendimento eccellente nei primi due round dell’Australian Open 2022. La grande promessa del tennis spagnolo ha lasciato le briciole a Tabilo e Lajovic, dimostrando di essere già da corsa nei tornei dello Slam.

Ricordiamo che il 18enne iberico ha raggiunto i quarti di finale agli US Open lo scorso anno, oltre ad essersi aggiudicato le Next Gen ATP Finals di Milano sbaragliando la concorrenza. Grazie alla vittoria ottenuta contro Lajovic, Carlos è diventato il giocatore più giovane a centrare il terzo turno a Melbourne dai tempi di Bernard Tomic (riuscito in quest’impresa nel lontano 2011).

Il prossimo ostacolo sul cammino di Alcaraz sarà Matteo Berrettini, già battuto a Vienna nel 2021. Il tennista romano non è parso al top della forma in questi giorni, tanto è vero che i bookmakers attribuiscono una lieve preferenza al pupillo di Juan Carlos Ferrero.

In una recente intervista a Tennis Channel, il murciano si è soffermato nuovamente sul paragone con Rafael Nadal.

I progressi di Carlos Alcaraz

“Se le persone mi paragonano a Rafael Nadal, significa che sto facendo le cose nel modo giusto” – ha dichiarato Alcaraz, protagonista di una veemente ascesa negli ultimi mesi.

“Sto cercando di seguire il mio percorso e di non distrarmi. Voglio che la gente mi conosca come Carlos Alcaraz, tutto qui. Il 2021 è stato il mio primo anno nel circuito ATP, ho fatto tante esperienze che mi torneranno utili per il futuro.

Le partite contro Nadal e Zverev sono state le più importanti per la mia crescita. Ho imparato tanto e mi sono goduto ogni momento in campo” – ha aggiunto. Juan Carlos Ferrero ha compreso subito l’enorme potenziale di Alcaraz: “Ho capito immediatamente che era un ragazzo diverso dagli altri.

Era molto dinamico, super aggressivo, gli piaceva andare a rete. Non era il tipico giocatore spagnolo. È convinto di poter vincere ogni singola partita che gioca e ha tutte le carte in regola per arrivare al top. Al tempo stesso, ritengo che non sia corretto mettergli eccessiva pressione”.