Rafael Nadal: "Io e Roger Federer stiamo vivendo un momento complicato"



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Rafael Nadal: "Io e Roger Federer stiamo vivendo un momento complicato"

Il 2021 andrà in archivio con i Big 3 appaiati a quota 20 Slam ciascuno. Novak Djokovic è stato l’unico a brillare in questa stagione, avendo messo in bacheca tre Major e un Masters 1000. Il numero 1 del mondo ha sfiorato il leggendario ‘Calendar Grand Slam’, che avrebbe posto fine a qualsiasi dibattito relativo al GOAT.

Il suo sogno si è infranto ad un passo dal traguardo, essendo stato sconfitto nettamente da Daniil Medvedev nella finale degli US Open. Nonostante la tremenda beffa newyorkese, il serbo è colui che ha più chance di incrementare il suo bottino.

La situazione di Roger Federer e Rafael Nadal è piuttosto complicata, non soltanto per via dell’età. Lo svizzero ha subito la terza operazione al ginocchio negli ultimi 18 mesi e non tornerà in azione prima dell’estate 2022.

Lo spagnolo, dal canto suo, ha disputato la miseria di sette tornei ufficiali quest’anno a causa di un infortunio cronico al piede. Ai microfoni di Eurosport, il 35enne di Manacor ha espresso una serie di considerazioni interessanti sul futuro dei Big 3.

Rafael Nadal a cuore aperto

“Novak Djokovic si trova nella posizione migliore per chiudere la sua carriera con il maggior numero di titoli Slam, è inutile girarci intorno” – ha esordito Nadal con grande sincerità.

“Io e Roger Federer stiamo vivendo un periodo complicato, mentre Nole continua a giocare ed è ancora il numero 1 del mondo. La realtà è questa e non può essere ignorata. Nessuno può sapere cosa accadrà nei prossimi nove mesi, ma Djokovic è il grande favorito in questo momento” – ha aggiunto Rafa.

L’iberico tornerà in campo a metà dicembre nella prestigiosa esibizione di Abu Dhabi. Se non dovessero esserci ulteriori intoppi, il maiorchino volerà poi a Melbourne per il primo Slam del 2022. “Daniil Medvedev, Alexander Zverev e Stefanos Tsitsipas hanno effettuato ulteriori progressi negli ultimi dodici mesi.

Non costituiscono più delle giovani promesse in rampa di lancio, ormai sono la generazione del presente” – ha ammesso il 13 volte campione del Roland Garros.