Zio Toni: "Un brutto Medvedev è molto inferiore ad un brutto Rafael Nadal"



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Zio Toni: "Un brutto Medvedev è molto inferiore ad un brutto Rafael Nadal"

Il Masters 1000 di Indian Wells si è disputato senza che nessuno dei Big 3 fosse presente. Roger Federer e Rafael Nadal hanno chiuso in anticipo il loro 2021 a causa dei relativi problemi fisici, che gli hanno impedito di giocare con regolarità quest’anno.

Lo svizzero si è operato al ginocchio destro per la terza volta nell’ultimo anno e mezzo e non esiste un piano preciso riguardo al suo ritorno in campo. Lo spagnolo ha invece dovuto fare i conti con un infortunio al piede, che ne ha limitato il rendimento dal Roland Garros in poi.

Il 35enne di Manacor rientrerà nel 2022, ma non è ancora chiaro se sarà o meno ai nastri di partenza dell’Australian Open. Novak Djokovic, dal canto suo, ha deciso di prendersi una lunga pausa dopo la finale persa agli US Open.

Il numero 1 del mondo ha fatto sapere che parteciperà al Masters 1000 di Parigi-Bercy, alle ATP Finals di Torino e alle finali di Coppa Davis, mentre la sua presenza a Melbourne è incerta. Il quotidiano francese ‘L’Equipe’ ha pubblicato una bella analisi di Toni Nadal sulle prestazioni dei Next Gen.

I passi falsi di Daniil Medvedev, Stefanos Tsitsipas e Alexander Zverev hanno permesso a Cameron Norrie di trionfare nel deserto californiano.

Zio Toni bacchetta i Next Gen

“Non saprei dire chi sia il migliore fra i Next Gen e nemmeno quale di loro vincerà più titoli dello Slam.

Posso assicurarvi che – quando sono al top della forma – il loro livello non è molto distante da quello di Novak Djokovic, Roger Federer e Rafael Nadal. Il problema sorge nel momento in cui non sono in una buona giornata.

Una brutta versione di Daniil Medvedev è notevolmente inferiore rispetto ad un brutto Djokovic, ad un brutto Nadal o ad un brutto Federer” – ha analizzato zio Toni. Quest’ultimo si è soffermato anche sull’evoluzione del tennis: “Quando Rafa è entrato nel circuito ATP, si giocava un tennis più ragionato e meno veloce.

Oggi è tutto incentrato sulla potenza dei colpi, i giovani non vogliono perdere tempo a riflettere. Questo è davvero un peccato”.