Verdasco: "Non ci saranno altri Rafael Nadal in futuro"



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Verdasco: "Non ci saranno altri Rafael Nadal in futuro"

Nonostante fosse considerato inizialmente uno specialista della terra battuta, Rafael Nadal ha dimostrato di sapersi esprimere ai massimi livelli anche sulle altre superfici. I 13 titoli conquistati al Roland Garros hanno alimentato la sua leggenda rendendolo il ‘King of Clay’, ma non bisogna dimenticare che lo spagnolo ha collezionato anche due Wimbledon, quattro US Open e un Australian Open.

L’ex numero 1 del mondo sperava di arrivare a quota 21 Major quest’anno a Parigi, ma la sua corsa si è interrotta in semifinale per mano di Novak Djokovic. Un infortunio al piede ha impedito al 35enne di Manacor di esprimersi al 100% sulla terra francese, tanto da averlo costretto a saltare Wimbledon e le Olimpiadi di Tokyo nei due mesi successivi.

Il veterano iberico ha provato un timido rientro a Washington, ma si è dovuto arrendere a Lloyd Harris e soprattutto al dolore. Rafa tornerà in campo nel 2022, ma non è ancora chiaro se parteciperà o meno agli Australian Open.

In un’intervista esclusiva a Punto de Break, il suo connazionale Fernando Verdasco ha passato in rassegna le tappe più significative della sua carriera. L’anno migliore del madrileno è stato senza dubbio il 2009, di cui tutti ricordano la meravigliosa battaglia con Nadal a Melbourne.

Verdasco ricorda il suo fantastico 2009

“Il Rafael Nadal del 2009 era lo stesso del 2005, già allora si vedeva un talento immenso, solo che non era così regolare. Non ci saranno altri Nadal in futuro, toglietevelo dalla testa” – ha confidato Verdasco.

“Nel 2009, avevo la sensazione di poter battere anche super campioni come Roger Federer, Rafael Nadal, Novak Djokovic e Andy Murray. Non c’è dubbio che sia stato il miglior momento di tutta la mia carriera” – ha aggiunto.

‘Nando’ sta facendo fatica a ritrovare una buona condizione fisica: “Mi piace moltissimo il tennis, anche se non sto passando un periodo facile. Sto cercando di recuperare il livello di gioco degli anni passati, ma sono consapevole che ci saranno settimane in cui giocherò meglio e altre in cui andrò peggio. Se il ritiro è vicino? Sono realista, ho quasi 38 anni, so che non giocherò in eterno”.