Zio Toni: "È diventato tutto più complicato per Rafael Nadal"



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Zio Toni: "È diventato tutto più complicato per Rafael Nadal"

Dopo aver vinto il suo 20° Major al Roland Garros lo scorso anno, Rafael Nadal immaginava che il 2021 sarebbe stato l’anno buono per superare gli eterni rivali Roger Federer e Novak Djokovic nella classifica all-time degli Slam.

Questa stagione si è rivelata abbastanza deludente per il fuoriclasse spagnolo, limitato da una serie di problemi fisici. Un infortunio alla schiena gli ha impedito di presentarsi nelle migliori condizioni agli Australian Open, dove è stato battuto in rimonta da Stefanos Tsitsipas.

L’ex numero 1 del mondo si è ripresentato sull’amata terra rossa, con il Roland Garros come principale obiettivo sullo sfondo. La sua campagna sul mattone tritato è andata in archivio con un paio di trofei (Barcellona e Roma), ma con la sensazione di non avere più di fronte il giocatore invincibile di un tempo.

Tale impressione è stata poi confermata a Parigi, il torneo che più di ogni altro ne ha forgiato la leggenda. Menomato dal dolore al piede, il 35enne maiorchino si è arreso a Novak Djokovic in semifinale.

Rafa ha provato un timido rientro a Washington in estate, ma si è accorto subito di dover alzare bandiera bianca. Intervenuto nell’ultima edizione del podcast ‘Tres Iguales’, suo zio Toni ha fatto il punto della situazione.

Zio Toni è ottimista su Rafa Nadal

“La carriera di Rafael Nadal è stata purtroppo condizionata dagli infortuni, il che rende ancora più speciali i trionfi conseguiti” – ha esordito Toni, che ha seguito il nipote fino al 2017.

“Sono convinto che ce la farà anche stavolta. Non nascondo il mio ottimismo e ho la sensazione che il 2022 sarà un’ottima annata per Rafa. Credo che gli restino ancora due o tre anni ad ottimo livello, anche se con il passare del tempo diventa tutto più complicato” – ha aggiunto.

Toni si è espresso anche sul potenziale dei Next Gen: “Quando giocano al 100%, il loro livello non è troppo distante da quello dei Big 3. Il problema sorge quando non sono al top. Mentre i Big 3 trovano la soluzione per cavarsela, i Next Gen finiscono per crollare”.