Annacone difende la scelta di Rafael Nadal di giocare a Washington



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Annacone difende la scelta di Rafael Nadal di giocare a Washington

La preparazione di Rafael Nadal per gli US Open non è iniziata nel migliore dei modi. Il fuoriclasse spagnolo è uscito di scena negli ottavi al ‘Citi Open’ di Washington la settimana scorsa, facendosi sorprendere da un ottimo Lloyd Harris.

Per il maiorchino si trattava del primo torneo dopo la semifinale del Roland Garros, che lo aveva visto soccombere dinnanzi a Novak Djokovic. Il 35enne di Manacor aveva deciso di saltare sia Wimbledon che le Olimpiadi di Tokyo per ricaricare le pile, ma la sensazione è che sia ancora lontano dal top della forma.

Lo stesso Rafa ha ammesso di sentire ancora dolore al piede, tanto da aver rischiato parecchio già contro Jack Sock all’esordio in quel di Washington. Nadal, che è appena uscito dalla Top 3 a vantaggio di Stefanos Tsitsipas, si augura che le sue condizioni migliorino a Toronto, dove si troverà di fronte proprio Harris mercoledì.

Parlando su Tennis Channel, il noto coach e analista Paul Annacone ha spiegato che la scelta dell’iberico di volare a Washington gli ha portato una serie di benefici.

Paul Annacone ottimista su Rafael Nadal

“Penso che sia tutto piuttosto chiaro, bastava vedere le sessioni di allenamento di Rafael Nadal.

Erano sempre piene di pubblico, tutti i fan volevano vederlo giocare” – ha esordito Annacone. “Ha avuto modo di rilassarsi e andare in giro per la città, questi sono dettagli da non sottovalutare in un periodo come questo.

Allo stesso tempo, lo spirito competitivo di Rafa è tornato a galla ancora una volta, lo si è notato durante il meraviglioso incontro con Jack Sock. Non eravamo nemmeno sicuri che Nadal sarebbe sceso in campo il giorno successivo.

La sua tenacia è pazzesca, non smette mai di impressionarmi” – ha aggiunto l’ex coach di Roger Federer. Gli ha fatto eco Eugenie Bouchard: “Si può affermare con certezza che gli appassionati abbiano davvero gradito il suo arrivo a Washington.

Non abbiamo ammirato la miglior versione di Nadal, ma è stata un’esperienza utile per lui dato che non era mai stato lì”.