Zio Toni: “Ecco perché Rafael Nadal non rompe mai le racchette”



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Zio Toni: “Ecco perché Rafael Nadal non rompe mai le racchette”

Nel corso della sua lunga carriera ai massimi livelli del tennis mondiale, assai di rado ci è capitato di assistere ad un Rafael Nadal particolarmente nervoso o scontroso sul campo, tanto da arrivare a lanciare la sua racchetta.

Lo zio Toni, per anni a fianco di Rafa, ha spiegato nel corso di un’interessantissima intervista a Sportklub le motivazioni di questa scelta.

Toni: “Vi svelo il motivo”

Uscito nella semifinale del Roland Garros per mano del numero uno del mondo Novak Djokovic, Rafa ha preferito rinunciare agli appuntamenti di Wimbledon e delle Olimpiadi, scegliendo di tornare in campo a Washington per preparare al meglio la stagione su cemento americano.

Qui, dopo aver sconfitto al terzo set il giocatore di casa Jack Sock, Nadal ha dovuto però cedere al sudafricano Lloyd Harris con il punteggio di 6-4 1-6 6-4, perdendo di conseguenza anche la terza posizione del ranking ATP a favore di Stefanos Tsitsipas.

Parlando con Sportklub, zio Toni ha detto: “Quando ho iniziato a lavorare con lui, gli ho detto che doveva rispettare una regola: se lanci la racchetta e la rompi, non sarò più il tuo allenatore. Ci sono milioni di bambini in tutto il mondo che non hanno una racchetta perché non se la possono permettere.

È stato questo che ho detto a Rafa quando aveva sei anni e non l’ho mai visto scagliarne una. Sarebbe una mancanza di rispetto verso quelle persone che hanno davvero bisogno di acquistare il materiale per giocare a questo sport”.

Tsitsipas, a breve nuovo numero 3 mondiale, ha perso al terzo turno del torneo olimpico di Tokyo contro il francese Ugo Humbert al terzo set. I Giochi sono stati infine conquistati da Alexander Zverev in finale su Karen Khachanov.

Gli Us Open di Flushing Meadows avranno inizio il prossimo 30 agosto, con l’austriaco Dominic Thiem come detentore del trofeo. Rafa non ha preso parte all’ultima edizione di New York a causa del pericolo legato alla pandemia globale di Coronavirus. Photo Credit: Rediffmail