Le parole di Nadal sul futuro di Berrettini, Sinner e Musetti



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Le parole di Nadal sul futuro di Berrettini, Sinner e Musetti

Rafael Nadal è stato nominato miglior sportivo dell’anno per la quarta volta in carriera ai Laureus World Sport Awards grazie alla grande seconda parte di stagione disputata nel 2020, quando ha vinto il suo tredicesimo Roland Garros ed eguagliato il record Slam dell’amico Roger Federer.

Entrambi sono ora a quota 20 Major e con l'Open di Francia alle porte, il maiorchino farà il possibile per diventare il giocatore con più titoli dello Slam vinti della storia. In videoconferenza da Madrid, il campione spagnolo ha trovato il tempo di parlare anche della crescita del tennis maschile italiano.

Nadal sulla crescita del tennis maschile italiano

“Sono molto contento per la vostra federazione" ha spiegato Nadal nelle parole riportate dal Corriere dello Sport. "Perché significa che ha fatto un grande lavoro e adesso può contare su grandi giocatori.

Matteo è già nei top ten, Jannik è in un’ottima posizione del ranking, lotta per vincere i tornei e a Miami è stato finalista. Poi c’è Musetti che ha avuto un grande anno perché ha talento e passione.

Il vostro è un tennis in notevole ascesa ed è un bene per il Paese. Speriamo che succeda lo stesso in Spagna. Masters 1000 di Roma? Sono contento che la gente torni sugli spalti e mi auguro che non sia… una novità.

Il pubblico è importante per la nostra vita, perché lo sport con le tribune vuote non è lo stesso. Noi atleti abbiamo la necessità di avere tifosi" . Nadal si è infine soffermato sugli anni che passano e sulle sue grandi ambizioni.

"So bene che il tempo passa e che prima o poi dovrò pensare al mio futuro non più da giocatore. Non sono impaurito, ma sinceramente questo non è il momento per affrontare l’argomento. Non posso predire il futuro e non so quando dirò basta.

Ora però sono felice di ciò che sto facendo, ovvero di dare il massimo, di allenarmi ogni giorno e di competere per vincere. Il mio corpo dà le risposte giuste, e finché potrò e mi divertirò, lotterò.

In effetti è diventato più difficile vincere gli Slam. Il fatto è che noi invecchiamo… Ci troviamo di fronte grandi giocatori e una nuova generazione di ragazzi di talento. Io ho iniziato nel 2003, quasi 20 anni fa, e il mio è stato un lungo viaggio.

Ma sono ancora qui e voglio vincere sempre. So bene che farlo a 35 anni è più complicato che a 25, però non mollo" .