Ecco come Ugo Humbert quantifica la grandezza di Rafael Nadal sulla terra



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Ecco come Ugo Humbert quantifica la grandezza di Rafael Nadal sulla terra

Rafael Nadal ha dimostrato per l’ennesima volta di essere il più forte di sempre sulla terra battuta, aggiudicandosi il suo 12° titolo a Barcellona al termine di un cammino più ostico del previsto.

L’ex numero 1 del mondo non aveva iniziato benissimo il torneo, avendo ceduto un set sia al bielorusso Ivashka che al redivivo Kei Nishikori, prima di ingranare una marcia superiore nel weekend. La finale contro Stefanos Tsitsipas è stata a dir poco esaltante, con lo spagnolo obbligato al terzo set dopo aver fallito due match point nella seconda frazione.

Lo stesso Rafa ha dovuto salvare una palla match sul proprio servizio, agevolato anche da un pizzico di buona sorte. Un break nell’undicesimo game ha deciso le sorti dell’incontro, ribadendo quanto sarà difficile per i Next Gen scalzare i tre mostri sacri dell’era moderna.

Ne è pienamente consapevole anche Ugo Humbert, giovane promessa del tennis francese, che agli Australian Open 2021 aveva sfiorato l’impresa contro Nick Kyrgios. In un’intervista esclusiva a ‘Bola Amarela’, il transalpino ha elogiato le incredibili doti di Nadal sul rosso.

Humbert: "Ho imparato molto durante il percorso"

“Suonare il pianoforte è sicuramente più difficile che giocare a tennis, ma è ancora più complicato battere Rafael Nadal sulla terra rossa” – ha scherzato Humbert, impegnato questa settimana ad Estoril.

La trafila per diventare un giocatore professionista è spesso ricca di ostacoli: “Mi sono trasferito a Poitiers e ci sono rimasto fra i 12 e i 16 anni, quindi me ne sono andato da casa molto presto per inseguire il mio sogno.

I miei genitori sono stati eccezionali, mi hanno lasciato scegliere cosa preferissi in un momento delicato della mia vita. Ho deciso di partire, perché il mio grande obiettivo era davvero giocare a tennis ad alti livelli.

Non è stato sempre facile, ho dovuto fare i conti con qualche infortunio quando ero molto giovane. Ero costretto a vedere i miei amici che si allenavano mentre io dovevo recuperare. Ho imparato molto durante il percorso” – ha raccontato Ugo.