Rafael Nadal risponde a chi gli pronosticava una carriera breve



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Rafael Nadal risponde a chi gli pronosticava una carriera breve

Rafael Nadal si è aggiudicato il suo 12° trofeo a Barcellona domenica scorsa, piegando la resistenza di uno stoico Stefanos Tsitsipas dopo aver annullato un match point nel set decisivo. Questo successo è arrivato a 16 anni di distanza dal suo primo trionfo in Catalogna, una testimonianza ulteriore dell’incredibile longevità del 34enne di Manacor.

Il fenomeno spagnolo ha inoltre scavalcato nuovamente Daniil Medvedev issandosi al secondo posto del ranking ATP. La positività al COVID-19 del russo ha sicuramente agevolato il compito di Rafa, che ha saputo innalzare il suo livello di intensità con il passare dei round.

Quest’anno l’iberico andrà a caccia del 14° sigillo al Roland Garros nella sua carriera, che gli permetterebbe di staccare per la prima volta l’eterno rivale Roger Federer nella classifica all-time degli Slam.

A margine del suo ennesimo trionfo davanti al pubblico amico, l’ex numero 1 del mondo ha voluto ricordare come tanti medici gli avessero detto che la sua carriera sarebbe terminata presto a causa di uno stile di gioco troppo dispendioso per il fisico.

Nadal: "Sono orgoglioso di quello che ho realizzato"

“Per molti anni, mi sono sentito dire che avrei avuto una carriera breve per via del mio stile di gioco” – ha confidato il 13 volte campione del Roland Garros.

“Alla fine mi pare di essere ancora qui, in grado di lottare per i titoli più importanti. Amo il tennis e sono davvero orgoglioso di quello che sono riuscito a fare” – ha aggiunto. Nadal ha prontamente riscattato il passo falso a Montecarlo: “Nel tennis è difficile pianificare le cose, ci sono troppe variabili che rendono le situazioni imprevedibili.

Cerchiamo di arrivare ad ogni torneo il più pronti possibile. Mi sono presentato a Montecarlo in ottima condizione, ma poi sono incappato in una giornata negativa contro un buonissimo rivale. Nello sport devi imparare ad accettare tutto ciò che potrebbe accadere, nel bene e nel male.

Il Roland Garros è segnato in rosso nel mio calendario, ma c’è ancora tanta strada da fare prima di allora”.