Rafael Nadal rivela quando ha capito di poter diventare un campione



by   |  LETTURE 3063

Rafael Nadal rivela quando ha capito di poter diventare un campione

Rafael Nadal è senza dubbio uno degli atleti più popolari e ammirati nella storia moderna dello sport. Il fenomeno spagnolo è dotato di una perseveranza fuori dal comune, grazie alla quale ha superato innumerevoli problemi fisici allungando la sua carriera oltre ogni più rosea aspettativa.

Aggiudicandosi il Roland Garros per la 13ma volta ad ottobre dello scorso anno, il 34enne maiorchino ha eguagliato il record all-time dell’eterno rivale Roger Federer coronando una lunghissimo inseguimento. Nell’edizione 2021 dello Slam parigino, l’ex numero 1 del mondo andrà a caccia di uno storico sorpasso, a patto che il torneo non venga rimandato o cancellato per via della situazione sanitaria in Francia.

L’inizio di stagione non ha sorriso alla leggenda di Manacor, costretta ai box da un fastidioso problema alla schiena. Rafa, che ha disputato solo gli Australian Open fino a questo momento, dovrebbe fare il suo rientro nel Masters 1000 di Montecarlo a metà aprile.

In una recente intervista per uno dei suoi sponsor, Nadal ha elogiato il fondamentale contributo di suo zio Toni nel suo processo di crescita.

Nadal: "Devo ringraziare tutto il mio team"

“Mio zio era l’allenatore presso il Manacor Tennis Club e quando avevo tre anni ho iniziato a frequentarlo anche io.

All’età di 8-9 anni, è diventato chiaro che fossi in possesso di qualità non comuni” – ha dichiarato l’iberico. “Abbiamo cominciato a prendere questo sport sul serio e gli obiettivi che mio zio fissava per me erano davvero ambiziosi” – ha aggiunto.

Avere un buon team alle spalle è un fattore cruciale per qualsiasi giocatore. “Senza tutte le persone che sono state al mio fianco, niente di tutto questo sarebbe stato possibile. Se mio zio non mi avesse fatto appassionare al tennis e non mi avesse aiutato a migliorare durante tutta la mia carriera, non sarei arrivato fino a qui.

Se mio padre e mia madre non avessero investito su di me e non fossero stati disposti ad accompagnarmi ai tornei ogni settimana, forse avrebbero vissuto in maniera più tranquilla” – ha chiosato Nadal.