Rafael Nadal e la lealtà sportiva: una dote propria dei grandi campioni



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Rafael Nadal e la lealtà sportiva: una dote propria dei grandi campioni

Chi vince accede alle semifinali, chi perde torna a casa. La legge del Master di Londra parla chiaro: la terza ed ultima giornata del Round Robin non accetta un secondo appello, non prevede una nuova opportunità. E così sarà per Rafael Nadal e Stefanos Tsitsipas questa sera, quando si affronteranno per decretare chi raggiungerà sabato Daniil Medvedev nel penultimo atto del torneo.

Rafa viene da una durissima sfida contro l’austriaco Dominic Thiem e, come si evince dalle sue parole in conferenza stampa, la battaglia che lo ha visto protagonista contro l’austriaco non ha affatto scalfito la proprie ambizione in questo torneo, anzi, ha confermato il suo ottimo stato di forma e la solidità del proprio tennis.

Giocare su una superficie così rapida e per giunta indoor non è facile per il 20 volte campione slam, e la spettacolare prova contro il vincitore dell’ultimo Us Open va letta sotto questa ottica. Lo spunto che ha offerto la prova di Nadal è infatti l’ennesima dimostrazione della sua natura di tennista mai domo, e dunque di un combattente straordinario.

Le sue dichiarazioni post gara infatti evidenziano una particolarità del carattere di Nadal che abbiamo tutti imparato a conoscere negli anni e cioè la grande lucidità che manifesta dopo le sconfitte, specialmente quelle più brucianti.

Il maiorchino infatti ha sempre dimostrato di accettare un risultato negativo soltanto quando è consapevole di aver messo in campo tutto sé stesso e cioè quando ritiene di non avere avuto sufficienti armi per competere contro il proprio avversario.

E la partita contro Thiem è stata un esempio lampante. Il tennista austriaco si è dimostrato semplicemente più bravo, specialmente nei momenti decisivi del match, e soprattutto capace di resistere e di replicare senza complimenti alla furia agonistica dello spagnolo, a cui non è mancato quasi nulla durante l’incontro e a cui è toccato complimentarsi con onestà e umiltà nei confronti del proprio competitor.

Rafa dimostra sempre la proprià lealtà

Sintomatico è stato il divertente siparietto durante il quale Rafa Nadal, impegnato nella fase finale del proprio allenamento, ha assistito all’ingresso in campo di Thiem.

Quando il campione spagnolo ha visto entrare l’austriaco gli ha sussurrato "Non hai bisogno di allenarti", alludendo alla sua grandissima prestazione in occasione del match che li ha visti protagonisti il giorno precedente.

Nadal odia perdere, e non è un’ovvietà. A nessuno piace perdere, sia chiaro, ma il rifiuto categorico verso la sconfitta è qualcosa che solo i grandi campioni hanno nel proprio DNA. Tuttavia una qualità che supera anche la mentalità di non darsi mai per vinto è quella di accettare la sconfitta quando si è consapevole di aver dato tutto, di aver lottato strenuamente.

Essere un campione significa saper fare un passo indietro, concedere un onesto e sincero riconoscimento al proprio avversario, senza oscurarlo con discorsi fumosi o una ricerca assidua e ingenerosa di un alibi. Questo è spesso il caso di Rafael Nadal, un vero esempio di lealtà sportiva.