Rafael Nadal: “Mai abbassato la guardia contro Novak Djokovic. Ecco perché”



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Rafael Nadal: “Mai abbassato la guardia contro Novak Djokovic. Ecco perché”

Se tanti si aspettavano una finale di Parigi molto combattuta tra Rafael Nadal e Novak Djokovic, questa non si è affatto verificata: lo spagnolo ha vinto col punteggio di 6-0 6-2 7-5, conquistando il suo tredicesimo titolo del Roland Garros e ventesimo di uno Slam.

Malgrado nel primo set non ci sia davvero stata partita, il maiorchino ha rivelato in una nuova intervista a El Periodico di non aver mai abbassato la guardia, nemmeno quando il punteggio lo avrebbe permesso.

Nadal: “Non ho mai creduto di aver vinto”

Rafa ha affermato: “Vi dico una cosa: il modo in cui funziona il punteggio nel tennis è molto complesso.

Dopo il 6-0 iniziale, in molti credevano (e ne erano sicuri) che avrei battuto Novak, ma niente è più lontano dalla verità. Quel 6-0 è stato piuttosto fuorviante, perché il livello di entrambi i giocatori non corrispondeva a quello di un set con questo risultato.

Non puoi continuare a giocare credendo di aver già vinto”. Nadal ha quindi dichiarato che, a parti inverse, la sua mentalità non sarebbe certo stata diversa: “Certe volte, quando capita l’opposto, cioè quando sono io a perdere, qualsiasi possa essere il punteggio io continuo a pensare la stessa cosa, inizio il set successivo credendo che il match stia iniziando proprio in quel momento.

Quando sei sul campo, la cosa più importante è non smettere di concederti opportunità, non abbassare mai le braccia perché puoi migliorare, arriva l’ispirazione, l’avversario può sbagliare, ti puoi rilassare … Se mentalmente ti arrendi o perdi la fiducia, è impossibile recuperare”.

Rafa ha rivelato da dove deriva questa sua mentalità di ferro: “E’ una questione di abitudini. I migliori giocatori, parlando di tennis, sono molto forti mentalmente e possiedono questa capacità. Nel mio caso – e posso parlare solo per me stesso – è un obbligo personale che ho sempre avuto sin da quando ero bambino, perché ho goduto di un ambiente attorno a me che non mi ha mai permesso di abbassare le braccia.

Mio zio Toni, sotto questo punto di vista, è sempre stato molto esigente e, grazie a lui, credo che per me sia più semplice continuare a sempre lottare”. Photo Credit: Tennis.com