Kuerten: "Una partita tra me e Rafael Nadal sulla terra sarebbe stata incredibile"



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Kuerten: "Una partita tra me e Rafael Nadal sulla terra sarebbe stata incredibile"

Domenica scorsa, Rafael Nadal ha vinto il suo 13° titolo al Roland Garros lasciando appena sette game in finale al numero 1 del mondo Novak Djokovic. L’ennesimo trionfo a Parigi gli è valso anche il 20° Major della sua carriera, eguagliando il record dell’eterno rivale Roger Federer dopo un lunghissimo inseguimento.

In conferenza stampa, il fenomeno spagnolo ha ammesso che potrebbe chiudere anzitempo il suo 2020 e ripresentarsi direttamente all’inizio della prossima stagione. Intervistato dall’ex tennista Flavio Saretta, Gustavo Kuerten ha commentato il successo di Rafa nella capitale francese senza perdere nemmeno un set.

Il brasiliano, che si è aggiudicato il Roland Garros per ben tre volte durante la sua carriera, non ha mai avuto l’occasione di affrontare Nadal. A causa degli infortuni, l’ex numero 1 del mondo si è ritirato prematuramente nel 2008, a soli 32 anni.

Kuerten: "Nadal va oltre l'impossibile"

“Quello che ha realizzato Nadal è sempre più ammirevole, va oltre l’impossibile. Sembra che il 14° titolo sia alla portata e ha buone possibilità di farcela anche negli anni successivi” – ha esordito Guga.

“Rafa parte da un concetto di base, come fanno i geni, e semplifica il processo in ‘voglio, posso, faccio’. Se oggi giocasse al Rio Open, la sua mente sarebbe già focalizzata sul Roland Garros” – ha spiegato.

A Kuerten sarebbe piaciuto tantissimo sfidare Nadal sul suo terreno preferito, grazie anche alla sua abilità di rovescio che gli avrebbe permesso di contrastare il devastante dritto del maiorchino. “Se il mio corpo fosse durato ancora qualche anno, sarebbe stata una partita sensazionale.

Sarei andato in campo con l’idea di poter vincere. Rafael Nadal è talmente forte che avrei dovuto giocare ogni singolo colpo al momento giusto per fargli male” – ha concluso. La vittoria di Nadal al Roland Garros ha riacceso il dibattito sul GOAT, con i tifosi dello spagnolo e dello svizzero che hanno difeso le rispettive tesi. L’appuntamento è fissato per gli Australian Open 2021, Coronavirus permettendo.