Nadal: "Durante il Lockdown il mio corpo non ha reagito nel miglior modo possibile"



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Nadal: "Durante il Lockdown il mio corpo non ha reagito nel miglior modo possibile"

Con una netta vittoria nella finale del Roland Garros su Novak Djokovic il numero 2 al mondo Rafael Nadal ha raggiunto 20 titoli del Grande Slam e soprattutto raggiunto il record di tutti i tempi di Roger Federer. I due ora, con lo spagnolo che ha conquistato addirittura 13 titoli in carriera al Roland Garros, sono i due tennisti che hanno il maggior numero di Slam conquistati nella storia con il finalista Novak Djokovic che resta invece fermo a quota 17 con i rimpianti di Parigi ma soprattutto di quello che sarebbe potuto accadere in quel di New York, torneo dove sia Roger Federer che Rafael Nadal non hanno nemmeno partecipato.

Rafael Nadal e le sue lotte durante il Lockdown

Dopo la vittoria Nadal ha tenuto una sessione di domande e risposte con i giornalisti e ha parlato dei suoi mesi precedenti al trionfo di Parigi. Ecco le sue parole: "A livello personale dopo il Lockdown ho passato davvero brutti momenti ed il mio corpo non ha risposto nel miglior modo possibile durante la pandemia.

Ho avuto giorni dove potevo allenarmi molto poco ed avevo sensazioni spiacevoli per tutto il mio corpo. Inoltre dovevo fare un allenamento senza obiettivi chiari e questo aggravava tutti i miei problemi" Poi ha continuato: "La realtà è che avevo le persone giuste al mio fianco e mi hanno spinto quando necessario dandomi libertà quando ne avevo bisogno.

Abbiamo dovuto prendere decisioni difficili come ad esempio non andare a New York. Va tutto bene o male in base al risultato finale. Ora a tutti sembra che abbia avuto successo perché ho vinto al Roland Garros, ma se avessi perso forse non sarebbe stato così.

Questa è la realtà dello sport, un mondo basato totalmente suo risultati. Rispetto al mio team ho sofferto molto di più la bolla. Sono una persona che preferisce stare con le persone mentre ad esempio Carlos Moya ha sempre avuto la capacità di cavarsela da solo così come il mio fisioterapista.

Per me è un po' più difficile. I giorni sembravano davvero lunghi per me, dopo tre anni ho ripreso in mano un controller della PlayStation ed abbiamo giocato molto l'uno contro l'altro"