Carlos Moya: "Nessuno sa cosa ha passato Rafael Nadal in questi mesi"



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Carlos Moya: "Nessuno sa cosa ha passato Rafael Nadal in questi mesi"

Con una grandissima finale Rafael Nadal ha abbattuto Novak Djokovic nettamente e si è aggiudicato per la tredicesima volta il Roland Garros. Il serbo non è riuscito a trovare le giuste misure per contrastare lo spagnolo ed ha ammesso di aver trovato un avversario superiore.

Ecco alcune parole di Djokovic dopo la finale: "Non c'è molto da dire se non che sono stato travolto nettamente da Rafa, è stato lui il miglior tennista in finale. Non ha sbagliato nulla, ha risposto ad ogni mia palla ed è stato un gran stratega tatticamente.

Io mi sono sentito bene per tutto il torneo, credevo di essere in gran forma ma devo dire che oggi potevo fare meglio, soprattutto nei primi due set ma il suo modo di giocare mi ha spiazzato, ha prodotto davvero un gran tennis.

Voglio dire, è stato fenomenale ed ha realizzato una gara perfetta" Grazie a questa vittoria Rafael Nadal ha raggiunto Roger Federer a quota 20 titoli del Grande Slam mentre Djokovic è rimasto dietro, fermo a quota 17.

Le parole di Carlos Moya su Rafael Nadal

Ai microfoni dell'Abc Carlos Moya, coach del neo vincitore del torneo di Parigi, ha rilasciato interessanti parole sullo spagnolo che ha conquistato il torneo quasi in scioltezza e senza perdere nessun set.

"Nessuno sa cosa davvero ha passato Rafael Nadal in questo mesi. Ovviamente è stato un anno insolito per tutti ed in vista di questo torneo entrano in gioco tanti fattori: mentale, adattamento, provare ad affrontare i brutti momenti e superarli.

Devo dire ci sono stati diversi problemi in questi ultimi mesi ma l'obiettivo era chiaro e abbiamo cercato di raggiungere quello prima di tutto. Il nostro obiettivo era far tornare Rafa quello di un tempo e che potesse tornare a godersi il tennis.

Posso dire con certezza che quell'obiettuvo è stato raggiunto" Moya, vincitore anch'egli del Roland Garros, ha poi continuato: "Abbiamo dovuto fare da psicologi a tuta la squadra. Ci sono stati momenti di incertezza e difficili, non c'era routine.

Non sapevamo quando saremmo tornati e quali tornei si sarebbero disputati. Per un atleta di elite questo è davvero durissimo"