Roland Garros - Nadal, ventesimo capolavoro Slam. Si inchina Djokovic



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Roland Garros - Nadal, ventesimo capolavoro Slam. Si inchina Djokovic

Come sempre, da sempre, per sempre. Potremmo affidare ai numeri il compito di sintetizzare il dominio di Rafa Nadal sulla terra di Bois de Boulogne. Potremmo, sì, senza arrivare a una reale conclusione. Il campionissimo spagnolo ha aggiunto la ventesima perla alla collana degli Slam con una prestazione da gigante.

Ha fatto tredici e cento al Roland Garros senza perdere set. Come nel 2008, nel 2010 e nel 2017. Eppure c'è di più, molto di più. Quello contro Novak Djokovic è stato un capolavoro tecnico e tattico, arricchito da trentuno vincenti e da appena quattordici errori non forzati.

Ha dominato per due set e mezzo, ha tamponato il mini-tentativo di rimonta nel finale. Con la solita e ineguagliabile freddezza ha fatto tutto il possibile per mantenere sempre la testa. Il 6-0 6-2 7-5 che ha accompagnato lo switch-off del tabellone luminoso spiega tutti i come e inevitabilmente tutti i perché.

Il tempo, come sempre galantuomo, ci darà forse delle altre risposte. Vedere quei due appaiati in cima fa adesso un certo effetto...

Nadal "domina" Djokovic

Nadal è una macchina praticamente perfetta.

Lo si evince dalla leggerezza dei movimenti, dalla qualità dei colpi, dalla continuità nelle scelte. Il padrone di casa rinuncia sostanzialmente agli errori non forzati (otto alla fine della corsa) ma soprattutto rende impossibile qualsiasi progetto a chi sta dal lato opposto.

Djokovic, con una percentuale piuttosto misera di prime palle, fa quel che può. Poco, nella stragrande maggioranza dei casi. Manca la tigna, la cattiveria. Forse la voglia. Nadal non concede punti di riferimento negli scambi prolungati, non dà ritmo sulla diagonale sinistra, cerca (e trova) la palla sempre in maniera impeccabile.

Djokovic parallelamente non riesce a smuovere lo zero dalla casella dei game. Un paradosso. A livello Slam gli era capitato solamente in due occasioni (contro Marat Safin in Austrlia nel 2005 e contro Dominic Thiem sempre a Parigi tre anni fa) contro Nadal a Roma poco più di dodici mesi fa.

In condizioni - e circostanze - completamente differenti, verrebbe da dire. Nonostante una maggiore quantità di prime palle in campo (dieci su undici nel game inaugurale) Djokovic non riesce a trovare delle alternative valide.

Non fa male. Potremmo relegare nel catagolo degli unforced il rovescio affossato con un po' di sufficienza in risposta sul 2-1 15-30. Sì, ma poco più. Nadal, ricompattato il punteggio, picchietta sulla diagonale sinstra con una splendida soluzione di dritto e con un vincente di rovescio in contropiede dà in qualche modo senso al quadro tattico.

Djokovic accorcia nello score, cancella una palla break sul 30-40 spolverando in parallelo entrambe due righe, ma crolla sul terzo deuce. Nadal assesta la spallata decisiva, bissa l'operazione break e certifica la superiorità con due turni on serve pressoché perfetti.

Le premesse che spingono Djokovic al terzo set non sono delle migliori. Non solo dal punto di vista statistico. Il serbo, che impatta meglio la palla e che vince qualche punticino in più da fondocampo, si salva nel primo turno di battuta e si riaffaccia fino al 30-30 in risposta.

La differenza è ancora una volta un grossolano errore di rovescio in risposta. Con un mega-parziale di 7-0 (che certifica punzecchiando il lato debole) il campionissimo mette la testa avanti e si avvicina insistetemente al traguardo.

Fine? Macché. Dall'altra parte c'è Djokovic, personaggio estremamente riluttante alla sconfitta, che sfrutta un game da zero-prime di Nadal e che rientra selvaggiamente nella lotta. Anche emotivamente. Quando la logica sembra spingere per il tie break, Djokovic manca di lucidità sul 5-5 e sporca il taccuino sul 30-40 con un doppio fallo.

Si tratta sostanzialmente di un epilogo. Nadal schizza piuttosto facilmente sul 40-0 e con un ace chiude la pratica. Probabilmente una delle più significative nella storia di questo sport.

Doppi e juniores: c'è un po' di Italia

Kevin Krawietz e Andreas Mies rimangono unbeaten sulla terra di Parigi dopo il successo di sedici mesi fa.

Nel tabellone femminile ritrovano invece il successo Slam Kiki Mladenovic e Timea Babos. C'è un pizzico di gloria anche per i colori azzurri a livello juniores. Lisa Pigato ed Eleonora Alvisi, che non erano riuscite a trovare spazio nel main draw singolare, si sono aggiudicate il titolo di coppia.

In compagnia di Dominic Stephan Stricker (vincitore del titolo in singolare) ha trovato il successo finale anche Flavio Cobolli. Photo Credit: Getty Images