Nadal: "Quando vivi una situazione come questa, lo sport passa in secondo piano"



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Nadal: "Quando vivi una situazione come questa, lo sport passa in secondo piano"

Il Tour ATP è ripartito, Rafael Nadal no. Il campione spagnolo, come aveva già anticipato in alcune interviste, alla fine ha deciso di non partecipare alla stagione americana. Niente Western & Southern Open, niente US Open.

Lo scorso anno, Nadal si era reso protagonista di un incredibile percorso; un percorso che lo ha portato a conquistare il diciannovesimo Slam della sua carriera proprio a Flushing Meadows. Nadal ha vissuto con molta apprensione i mesi di piena emergenza sanitaria ed ha ritenuto troppo rischioso viaggiare verso gli Stati Uniti.

“Quando vivi una situazione come questa, lo sport passa in secondo piano” , ha spiegato il maiorchino in un’intervista a GQ. “Non importa se la pausa mi darà dei vantaggi o degli svantaggi, semplicemente non ho pensato per niente al tennis.

Penso che ci siano state cose molto più importanti a cui pensare. Spero di poter essere pronto e restare competitivo in ogni torneo a cui prendere parte quando le cose torneranno alla normalità” .

L'importanza di zio Toni nella vita e nella carriera di Rafael Nadal

Nadal, insieme alla star dell’NBA Pau Gasol e grazie all’aiuto delle più importanti figure dello sport mondiale, tra cui Novak Djokovic, ha raccolto più di 14 milioni di euro per la Croce Rossa.

La sua idea è sempre stata quella di aiutare le persone più sfortunate in questo momento di crisi. “Ho parlato costantemente con la mia squadra perché volevo fare qualcosa per aiutare le persone, ma non sapevo come farlo.

Mi sono sempre adoperato in prima persona, ma in questo caso tutto era diverso. La mia squadra mi ha detto che c’era una campagna per sostenere la Croce Rossa. Ho chiamato Pau Gasol per parlargli del progetto e comunicargli quanto sarebbe stato bello e necessario per il mondo dello sport partecipare a questa iniziativa.

Pau mi ha subito detto che voleva participare. Poi, successivamente, si sono uniti altri volti noti dello sport come Julen Lopetegui” . Nadal ha poi voluto elogiare il lavoro svolto da suo zio Toni come allenatore. “In termini sportivi, mio zio Toni è stato senza dubbio la persona più importante della mia carriera.

Senza di lui, non sarei un tennista. Nel 2017 è stato lui a dirmi che voleva riposare e concentrarsi di più sull’Accademia. Non abbiamo avuto problemi, tutt’altro. Tutto è sempre andato bene con lui. Ho sempre detto per tutta la mia carriera, che prima di essere un suo alievo, sono suo nipote” .