Roig: "Rafael Nadal sa superare le avversità come nessun altro giocatore"



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Roig: "Rafael Nadal sa superare le avversità come nessun altro giocatore"

Nonostante sia sempre stato considerato un grandissimo specialista della terra rossa, Rafael Nadal ha dimostrato di essere competitivo anche sul cemento e sull’erba. In pochissimi pronosticavano che lo spagnolo avrebbe vinto ben due titoli a Wimbledon, togliendosi la soddisfazione di battere anche Roger Federer nella celebre finale del 2008.

A partire dal 2012, il rapporto tra il maiorchino e i Championships si è un pochino incrinato, complice una serie di eliminazioni premature che hanno messo a dura prova la pazienza di Rafa. L’ex numero 1 del mondo è tornato in auge nelle ultime due edizioni, dove ha raggiunto la semifinale perdendo rispettivamente da Novak Djokovic nel 2018 e da Federer lo scorso anno.

Il bilancio di Nadal sull’erba non è affatto misero, se si considera che l’iberico ha vinto anche un titolo al Queen’s e uno a Stoccarda. Francisco Roig, presenza costante nel box di Nadal dal 2015, ha ricordato la prima volta che osservò Rafa giocare sull’erba.

Roig: "Nadal è tra i migliori di sempre anche sull'erba"

“La prima volta che lo vidi sull’erba è stato nel 2002 o nel 2003. A quel tempo allenavo Feliciano Lopez e non avevo ancora iniziato a lavorare con Rafa.

A dispetto di quello che la gente possa pensare, aveva una grande capacità di adattamento sull’erba. Ovviamente, ci sono voluti anni per guadagnare la giusta fiducia e sviluppare gli automatismi necessari. Tuttavia, Nadal sa superare le avversità come nessun altro.

A poco a poco ha trovato il suo modo di giocare. Lui trova sempre delle soluzioni” – ha raccontato Francis ai microfoni dell’ATP. “Classificherei Nadal molto in alto tra i campioni di Wimbledon. Stiamo parlando di Rafael Nadal, bisogna metterlo necessariamente tra i migliori di sempre su qualsiasi superficie.

Adesso si muove anche meglio sull’erba rispetto al passato. Mi sento di dire che – nella seconda parte della sua carriera – ha quasi giocato meglio sull’erba che sui campi veloci. Ora gli piace giocare su questa superficie” – ha confidato il 52enne spagnolo.