Rafael Nadal: "Vivo la vita e lo sport alla massima intensità"



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Rafael Nadal: "Vivo la vita e lo sport alla massima intensità"

Se non ci fosse stata la pandemia globale, adesso ci troveremmo a raccontare la seconda settimana di Wimbledon. L’edizione 2020 dei Championships, che è stata annullata a causa dell’emergenza per la prima volta dalla Seconda Guerra Mondiale, poteva consentire a Roger Federer di cogliere il suo nono titolo a Church Road, oppure al suo eterno rivale Rafael Nadal di eguagliarlo a quota 20 titoli dello Slam.

Il fenomeno spagnolo avrà a disposizione il Roland Garros per tentare lo storico aggancio, mentre Federer resterà fermo fino all’inizio della prossima stagione dopo essersi sottoposto a un duplice intervento chirurgico al ginocchio destro.

Il veterano di Manacor ha rilasciato una lunga intervista a Jon Wertheim (prima penna di Sports Illustrated), dove ha illustrato i vantaggi di risiedere nella sua città natale insieme alle persone che lo hanno visto crescere.

Nadal: "La vita normale mi rende felice"

“Penso di essere una persona molto intensa e dotata di una grande energia. Vivo la vita e lo sport alla massima intensità. Per me tornare a Maiorca significa tornare ad una vita normale.

E la vita normale mi rende felice. Non sono solo Rafael Nadal il tennista, divento nuovamente Nadal l’essere umano” – ha spiegato il 19 volte campione Slam. Dietro al successo di Rafa c’è sicuramente suo zio Toni, che lo ha aiutato moltissimo nel suo percorso per diventare professionista.

“Normalmente, quando lanci la pallina alla maggior parte dei bambini, loro aspettano che la palla arrivi loro. Rafa già a tre anni la aggrediva. Non c’erano vantaggi per il fatto che era il nipote dell’istruttore, anzi direi proprio il contrario.

Sono stato duro con lui. Volevo preparare mio nipote per quello che sarebbe stato il futuro. E sapevo già che sarebbe stato un processo lungo e difficile” – ha raccontato Toni. Secondo alcune indiscrezioni, Rafa potrebbe essere tentato di saltare gli US Open per focalizzare tutte le sue energie sulla stagione sulla terra rossa. Il 13° sigillo a Parigi avrebbe infatti un sapore ancora più dolce.