Nadal chiaro: "Se oggi mi chiedeste di andare a New York per un torneo, vi direi no"



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Nadal chiaro: "Se oggi mi chiedeste di andare a New York per un torneo, vi direi no"

In condizioni di assoluta normalità, Nadal avrebbe festeggiato il compleanno a Parigi. Impossibilitato dalle circostanze, in un periodo che è ancora povero di certezze, il fenomeno spagnolo si è ritrovato a posare con la torta tra le mani nella sua Academy.

In attesa di conoscere la decisione della USTA e quelle di ATP e WTA, il numero due del mondo ha tenuto una conferenza stampa con buona parte della stampa internazionale su Zoom.

Nadal, dubbi su New York e sulla ripresa

«Se oggi mi chiedeste di andare a New York per giocare un torneo di tennis, vi direi di no.

Vedremo come si evolverà la situazione e come saranno le cose tra un paio di mesi. Chi organizza, vuole che si giochi in sicurezza. Esattamente come ha sempre specificato anche la Federazione Francese. Dobbiamo essere responsabili e dare il buono esempio a tutti gli altri» ha spiegato con grande lucidità a Russel Fuller della BBC.

Nadal, uno dei primissimi a sostenere la tesi del no-more-tennis quest'anno, ha provato a fare un nuovo bilancio. «Non so prevedere il futuro. Quando ho detto quelle cose la situazione era veramente tragica. Non ho mai pensato al tennis in quei momenti, piuttosto alla salute e alla sicurezza.

Continuo a pensare che sia difficile organizzare dei tornei che siano "giusti" per tuti quanti. Voglio dire, ogni giocatore deve avere la possibilità di poter viaggiare. Da ovunque provenga. Se non siamo sicuri al 100% di quello che facciamo, forse è meglio pazientare.

Il nostro è uno sport internazionale» ha detto ad Angel Muniz Garcia di Cadena COPE. Con la fine del lockdown, lo spagnolo ha comunque potuto riabbracciare i campi della sua Academy. Simon Cambers del "The Sunday Herald" ha posto un quesito molto interessante.

«Negli ultimi anni sono sempre riuscito a mantenere un livello alto senza sovraccaricare troppo il mio programma. Sono preoccupato, sì, ma sono comunque abbastanza sicuro che con una buona preparazione sarò pronto a giocare quando sarà di nuovo possibile».

Come la stragrande maggioranza dei colleghi, Nadal non è rimasto indifferente alle vicende di Minneapolis. «Credo sia una situazione orribile. La cosa più importante sarebbe quella di vivere in sicurezza e in pace.

Tutte le persone dovrebbero avere le stesse opportunità e gli stessi diritti, credo che la pandemia e la violenza dentro la quale ci siamo ritrovati ha contribuito a creare una situazione molto pesante». Photo Credit: Getty Images