Nadal, perplessità sulla gestione dell'emergenza sanitaria in Spagna


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Nadal, perplessità sulla gestione dell'emergenza sanitaria in Spagna

Nadal ha le idee chiare. Ha rafforzato la tesi del «no-more-tennis» quest'anno a "El Pais" e nel corso di una videochiamata con la redazione de "La voce della Galizia" ha in qualche modo criticato la gestione dell'emergenza sanitaria in Spagna.

«Non mi interessa se governano a sinistra, a destra, al centro… Quando parlo, non lo faccio pensando alla politica. Parlo come cittadino, senza pensare se governa il Partito popolare, il Partito Socialista, Ciudadanos, Podemos o Vox.

Quello che voglio è che chi governa lo faccia nel migliore dei modi. Se mi si chiede come è stata gestita l’emergenza sanitaria, preferisco tenere per me la mia opinione, che ho molto chiara. E’ un po’ triste, perché chiunque può dire qualcosa sui social network ma, per ciò che sono, sembra che io abbia meno possibilità di commentare.

Ci sono stati errori ed è umano riconoscerlo. Tutti capiscono che i politici possono sbagliare, è umano, anche io faccio errori ogni giorno. Quello che mi piace meno è quando gli errori non vengono riconosciuti, perché smetti di avere credibilità».

Il maiorchino ha poi trovato lo spazio per una toccante riflessione. Oggi più che mai densa di significato. «Se hai vinto 30 Grand Slam, ma non hai amici, avrai un futuro infelice. E’ meglio avere zero Slam e andare al lavoro ogni giorno con uno stipendio mensile discreto e avere una buona vita sociale.

Questo ti dà la felicità più di qualsiasi denaro tu possa avere o qualsiasi risultato tu possa ottenere». Photo Credit: Getty Images