Zio Toni: “Rafael Nadal può giocare ancora per qualche anno”


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Zio Toni: “Rafael Nadal può giocare ancora per qualche anno”

Pochi giorni fa, un certo Rafael Nadal sollevava alla O2 Arena di Londra il trofeo di numero uno del mondo a fine anno per la quinta volta nella sua lunga carriera: era già accaduto nel 2008, 2010, 2013 e 2017. Nessuno, però, c’era mai riuscito a trentatré anni.

Professionista ufficialmente dal 2001 e abitué del circuito maggiore ATP dal lontano 2003, Nadal ha conquistato 84 titoli totali, tra cui 19 tornei del Grand Slam e 35 Masters 1000. Secondo lo Zio Toni, che ha anche fatto da allenatore del giocatore maiorchino per molti anni, il nipote potrà giocare ancora per diverso tempo sul circuito ATP: “Molti esperti di tennis dissero in passato che la carriera di Rafa sarebbe stata breve.

La realtà è che frequenta il Tour dal 2003 ed è al suo massimo livello dal 2005. Nientepopodimeno che 15 anni nell’élite del tennis. Credo che abbia ancora un certo margine e che possa giocare ancora per qualche anno”.

Piuttosto, sempre secondo Zio Toni, il più grande ostacolo di Nadal nelle prossime stagioni potrebbe essere la tanto declamata Next Gen: “Se incontri spesso giovani giocatori che ti mettono sempre in difficoltà potresti lasciarti andare, ma non credo che questo possa accadere”.

L’ex coach di Rafa è anche tornato a parlare della possibilità di superare il record Slam di Federer, ad una sola distanza da Nadal: “Al giorno d’oggi, Rafa è il principale candidato per vincere il Roland Garros e l’Australian Open, magari anche Wimbledon e gli Us Open.

Ce ne sono di possibilità. Tuttavia, le cose stano un po’ cambiando negli Slam, con Tsitsipas e Medvedev che hanno fatto un grande salto di qualità ed insieme a Zverev potrebbero fare un ulteriore passo in avanti”.

Nadal, impegnato in questa settimana a Madrid per le Davis Cup Finals e principale artefice dell’approdo iberico nella finalissima di oggi (in cui la Spagna se la vedrà col Canada), si è anche rivelato particolarmente abile nel gestire il proprio calendario in modo tale da non arrivare esausto a Madrid dopo le Finals di Londra: “La verità è che quest’anno ha giocato molto meno”, ha detto Toni.

“Solo dodici tornei prima del Master finale. E’ un dosaggio giusto per la sua età e si è rivelato perfetto. E’ arrivato in Davis in ottimo stato di forma e posso dire che abbia giocato male solo in tre occasioni in questo 2019: a Montecarlo, Barcellona e Madrid.

Sa benissimo di avere 33 anni e di non possedere più la forza e la resistenza che aveva un tempo. Ma è stato in grado di supplire a tutto questo con un gioco più intelligente e più pulito dal punto di vista tecnico”.