Rafael Nadal: "La mia motivazione non è mai cambiata"


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Rafael Nadal: "La mia motivazione non è mai cambiata"

Nel 2019 Rafael Nadal è riuscito nell’impresa di conquistare altri due Slam, portandosi così a quota 19 titoli Major (ad una sola lunghezza dall’eterno rivale Roger Federer). La finale degli US Open è stata particolarmente emozionante, merito anche di Daniil Medvedev che ha reso la partita avvincente fino all’ultimo recuperando due set di svantaggio.

Il numero 2 del mondo ha rilasciato una lunghissima intervista al sito dell’ATP, dove ha ricordato alcuni frangenti di quel match: “Le ultime tre ore di gioco sono state davvero difficili per me, avevo praticamente vinto ad un certo punto, ma poi mi sono ritrovato ad un passo dalla sconfitta.

Sia il fisico che la testa sono stati sottoposti ad un grandissimo stress”. Grazie al successo nella Grande Mela, il fenomeno spagnolo è diventato il giocatore ad aver vinto il maggior numero di Slam dopo i 30 anni.

“La mia motivazione non è mai cambiata. L’ambizione deve essere personale, non può derivare da fattori esterni. Per tutta la vita ho cercato di lavorare con questa idea nella testa. Ho sempre pensato di non sapere quando sarebbe arrivata la mia ultima vittoria.

Sono semplicemente consapevole che gli anni passano e non bisogna perdere di vista la realtà dei fatti. Devi prenderti cura di te, essere più selettivo e un po’ più intelligente quando l’età inizia ad avanzare”.

Dopo una prima parte di stagione con più ombre che luci, Rafa ha vinto il titolo a Roma, Parigi, Montreal e New York. Di cosa si sente più soddisfatto? “Senza alcun dubbio della reazione che ho avuto dopo Barcellona.

Avevo accusato delle serie difficoltà dopo Montecarlo e non ero partito bene a Barcellona. Questo è ciò che mi lascia più soddisfatto, la reazione mentale per superare quel momento complicato”.