Rafael Nadal: "Gioco solo quando voglio. Obiettivo evitare infortuni"


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Rafael Nadal: "Gioco solo quando voglio. Obiettivo evitare infortuni"

La riconferma del titolo alla Rogers Cup per Rafael Nadal non era per nulla scontata. Lo spagnolo, come lo scorso anno, si è preso un lungo riposo dopo Wimbledon e alla sua età, passare dall'erba al cemento può riservare qualche ostacolo a livello fisico.

Invece, approfittando anche di un tabellone privo di Roger Federer e Novak Djokovic, e giocando privo di infortuni, è riuscito a difendere un titolo sul cemento per la prima volta in carriera. "Sono in salute da un po' - ha ammesso Nadal, che deciderà presto se andare o meno a Cincinnati -.

Da Madrid sono migliorato in tutti gli aspetti, soprattutto a livello fisico. Il mio corpo si sente meglio e questo mi fa giocare meglio, perchè la mia mente è concentrata sul tennis e non su espetti esterni. Adesso non gioco più tanti tornei.

Gioco solo quando voglio. Quando sono infortunato, devo recuperare e stare attento a ogni movimento che faccio, ed è una cosa che toglie giorni alla tua carriera da tennista. Mentalmente è frustrante. Sto provando a evitare queste cose.

Se gioco bene e vinco partite, ovviamente posso scegliere la mia programmazione in maniera migliore" Quindi un giudizio sul calendario tennistico: "Il problema a mio avviso non è avere una stagione lunga, perchè più tornei danno lavoro a più persone.

Il problema è che ci sono tornei obbligatori fino a fine novembre, dove devi affrontare i migliori giocatori del mondo. Siamo sempre stati criticati per giocare le esibizioni, ma i tornei ufficiali sono una cosa totalmente diversa.

Un altro mondo" Poi un consiglio: "Gli esempi che ricevi dalle persone che ti stanno vicine sono fondamentali. Le parole che ti dicono sono importanti. Sono sempre stato circondato da brave persone e ottimi professionisti che mi hanno aiutato in tutti gli aspetti.

Sono stato abbastanza umile e intelligente per ascoltare sempre le persone più grandi di me e che hanno una conoscenza migliore della vita e del tennis. Non sono mai stato troppo sicuro di me stesso, ho sempre rispettato ogni avversario e ogni situazione. Anche oggi quando ero avanti 6-3 4-0, non ero per niente certo di vincere"