Anche la dieta dietro la rinascita di Rafael Nadal


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Anche la dieta dietro la rinascita di Rafael Nadal

La chiave del successo dei due finalisti del Roland Garros? La loro dieta. Rafa in questi ultimi tempi è passato dal mangiare le consuete barrette energetiche ai datteri, meno pesanti e più facilmente assimilabili dall’organismo.

Dominic Thiem invece ha concluso nel 2014 un percorso alimentare che lo ha portato a perdere quattro chili di massa grassa. Nadal da qualche mese ha iniziato una dieta che gli permettesse di preservare il suo corpo. L'obiettivo era chiaro: prolungare la sua carriera.

Per fare ciò doveva ridurre il numero di infortuni abbassando il peso corporeo con lo scopo di far soffrire meno la muscolatura e, soprattutto, le articolazioni delle ginocchia. Così il maiorchino ha iniziato una dieta a base di riso, verdure, pesce e frutti di mare.

Lo spagnolo, che da sempre soffre di infortuni frequenti all’addome e alle ginocchia (morbo di Hoffa), aveva bisogno di perdere alcuni chili per muoversi più velocemente senza andare a caricare troppo la parte bassa del proprio corpo.

Al momento, il segreto meglio custodito di Nadal è dunque lo zaino che porta in campo. In esso non mancano mai i datteri, appunto, che il 18 volte campione slam ha recentemente sostituito alle barrette energetiche usate in precedenza.

"Questi frutti hanno un effetto immediato sul corpo e non vanno ad influenzare lo stomaco. Le barrette energetiche che Rafa assumeva prima, a volte non gli piacevano perché non hanno sempre un ottimo sapore e c’era il rischio che si sentisse male di stomaco.

Questo non succede con i datteri” ha detto Angel Ruiz Cotorro, medico della Federazione spagnola di tennis che si è recato a Parigi per la finale con Thiem ed è anche il medico personale del campione spagnolo.

“Il cibo in questione è una fonte di zuccheri e fornisce energia, oltre a sali minerali come il potassio, il magnesio e le vitamine. Questi contribuiscono a reintegrare le calorie che Rafa consuma durante le sue partite.

Stabiliamo alcune linee guida per quanti ne deve mangiare, l'idea è di farlo dopo 40 minuti di gioco, a volte si distrae, non lo fa e dobbiamo ricordarglielo dalla panchina. Per l'idratazione invece non c’è problema, perché Rafa vive con le sue bottigliette” continua Cotorro. “Ogni dettaglio è fondamentale per vincere una finale”.