Rafael Nadal: "Vincere così è ancora più bello. Cincinnati? Non lo so"


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Rafael Nadal: "Vincere così è ancora più bello. Cincinnati? Non lo so"

Dal nostro inviato a Toronto

Il quarto sigillo alla Rogers Cup ha consentito a Rafael Nadal di raggiungere quota 80 titoli in carriera, appena il quarto nell’Era Open a riuscire in una simile impresa. Il fuoriclasse spagnolo ha iniziato quindi nel migliore dei modi la corsa verso la difesa del titolo agli US Open in programma tra due settimane.

“Non penso di aver giocato il mio miglior tennis durante questa settimana. Venivo da un periodo di riposo, quindi è assolutamente normale. Vincere quando giochi bene è grandioso, ma è anche più semplice, invece quando lo fai non giocando al massimo, acquista ancora più valore per me”, ha dichiarato il numero uno al mondo in conferenza stampa.

“Credo che le mie prestazioni abbiano evidenziato un crescendo in termini di rendimento. Ho cominciato a migliorare a partire dal terzo set contro Cilic, poi oggi nel primo set ho espresso forse il livello più alto di tutto il torneo.

Nel secondo parziale il match è diventato più complicato, ho fatto un disastro quando sono andato a servire per il match, devo dire che ero abbastanza nervoso in quel momento. Alla fine però ho trovato il modo di venirne fuori”, ha proseguito Rafa.

Il campione iberico proverà la doppietta con Cincinnati come nel 2013? “In questo momento non sono in grado di dare una risposta. Dovrò parlare prima con il mio team e con tutte le persone che mi sono vicine. La programmazione è molto importante per me, non bisogna dimenticare che dopo gli US Open c’è anche la semifinale di Coppa Davis”.

Nadal ha voluto infine ringraziare il caloroso pubblico canadese: “Mi sono davvero divertito, il pubblico si è fatto sentire e devo ammettere che mi trovo sempre a mio agio qui in Canada. Me ne vado da qui pieno di soddisfazione”.

Rammarico, ma al tempo stesso orgoglio e soddisfazione, negli occhi di Stefanos Tsitsipas: “Rafa ha messo tante volte i piedi in campo costringendomi a rincorrere, il che ha fatto la differenza a lungo andare. Tutti sanno che la sua tenuta fisica è migliore della mia. Probabilmente ho risentito anche della fatica accumulata nei giorni scorsi.

Ha eseguito in maniera impeccabile il suo piano tattico, non soltanto ha servito benissimo, ma anche il suo gioco da fondo era incredibile. Resta comunque la miglior settimana della mia vita, mi ha insegnato a credere in me stesso in ogni situazione. L’emozione più grande? La vittoria su Novak Djokovic, senza dubbio”.