Fabio Fognini: "Più volte ho mandato a casa Nadal scontento"


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Fabio Fognini: "Più volte ho mandato a casa Nadal scontento"

Fabio Fognini è approdato ai quarti di finale a Roma per la prima volta grazie a una vittoria non brillante ma cinica contro il tedesco Peter Gojowczyk. "Lo conoscevo poco, sapevo che gioca abbastanza piatto - ha detto in conferenza stampa il ligure -. Al rovescio non ci stavo dietro, serve bene in tutti i quattro angoli. Io ho giocato bene nei momenti importanti dal 2-4 e poi dalla metà del secondo set mi sono detto che dovevo andare avanti. Ho vinto, non mi importa come. Ero più nervoso degli altri giorni, credo si sia notato dal 3-2 del secondo set. Sono ai quarti a Roma che è la cosa più importante, spero di recuperare al meglio".

Quindi sulla sfida contro Rafael Nadal, Fognini non si è mostrato abbattuto, tutt'altro: "Più volte l’ho mandato a casa scontento (sorride, ndr). Ci sono poche parole per descriverlo su questa superficie, è il numero 1 della storia. Ma prima deve vincere oggi perché di Shapovalov ne sentiremo parlare nei prossimi giorni. Da parte mia sto gestendo bene il servizio, per me avere un punto gratis per game vuol dire tanto”, ha detto Fognini, che ha già sorpreso Nadal due volte su terra, nel 2015 a Rio de Janeiro e Barcellona.

Da un anno e mezzo si allena con Franco Davin, che è subentrato a José Perlas con cui Fognini lavorava dal 2011: “Sono completamente diversi - ha detto spiegando le differenze tra i due - a José dovevo fermarlo altrimenti non finiva più di parlare, con Franco è il contrario ma sono entrambi grandi. Ho scelto Davin perché volevo qualche stimolo in più e pensavo che fosse la persona giusta”.

Nadal ha spazzato via Denis Shapovalov per 6-4 6-1, prendendosi la rivincita della cocente sconfitta a Montreal sul cemento lo scorso anno. Confrontando i due scontri diretti, Nadal ha detto: "Penso la superficie sia stata la differenza più importante. È stato un match solido per me. Dal 3-3 primo set la partita è cambiata, ha iniziato a servire meno forte, ho commesso meno errori e ho giocato più rilassato".

Sul match con Fognini: "Mi preparerò come ogni giorno. Le partite diventano sempre più importanti. È un grande giocatore con tanto talento. E so che devo giocare bene per continuare ad avere possibilità di andare avanti nel torneo".

A Roma non vince dal 2013. Come mai? "Ci sono un paio di motivi. Nel 2015 non ho vinto niente. Non ero pronto a giocare al mio miglior livello. E poi non ho più 18, 19, 20, 21 anni. Se vinci Monte Carlo e Barcellona, giochi finali, o vinci Madrid e arrivi qui per l'ultimo torneo prima del Roland Garros, ti stanchi fisicamente e soprattutto mentalmente, perché per arrivare a questi tornei la strada è lunga. Ma ho vinto sette volte, non male".