Rafael Nadal: "Federer prima vuole affrontarmi sulla terra, poi non gioca"


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Rafael Nadal: "Federer prima vuole affrontarmi sulla terra, poi non gioca"

È un Rafael Nadal rilassatissimo, disteso, perfettamente a suo agio, quello che viene accerchiato – nel più letterale senso del termine - dai giornalisti per la consueta “tavola rotonda” di inizio torneo al villaggio vip del Country Club monegasco. Del resto, come non esserlo? Rafa torna sul luogo del delitto a caccia del titolo numero 11 in uno dei tornei – e luoghi – a lui più cari. Per quanto si sia visto poco, per quanto Monte-Carlo è la prima tappa “vera” sul rosso, per quanto Nadal sia tornato in Davis dopo l’infortunio di Melbourne, trovare alternative credibili al diavolo di Manacor è difficile se non impossibile o inutile. Qua si sente padrone e vagli a dare torto. Un’occhiata fugace sullo smartphone prima al meteo, poi ai risultati della Liga e, infine, allo schieramento del fantacalcio e poi si dice “ready” per partire con la raffica di domande. "Mi sento bene e mi sto allenando bene - ha assicurato Nadal, alla prima apparizione ufficiale dagli Australian Open - Sto giocando con la giusta intensità e ho un paio di giorni a disposizione fino al primo match. Non ho gareggiato abbastanza per sapere al 100% che sarò al mio meglio, ma le sensazioni sono buone. Ho giocato qualche set e ciò mi aiuta. È il mio primo torneo dell'anno e spero di portarlo a termine. Cerco di essere molto concentrato all'inizio del torneo su cosa faccio. Ogni match che vinco è molto importante".

A Melbourne ha accusato per la prima volta la lesione al muscolo Psoas, poi ad Acapulco una nuova ricaduta. "Mentalmente la seconda volta è stata più dura, frustrante perché avevo fatto tutto nel modo giusto per recuperare - ha ammesso il 31enne di Manacor -. Sono tornato a Maiorca ed è stata dura non avere l'opportunità di giocare a tennis. Se sei infortunato e sei in grado di fare cose diverse, giocare a golf e fare sport diversi, ti distrai. Ma con questo infortunio non potevo fare niente, nessun lavoro fisico e nessun movimento. Sono stato coi miei amici e in barca un paio di giorni. Ora non mi sto allenando pensando a questo. La cosa buona nella mia carriera è che dopo gli infortuni non ho mai avuto paura di tornare. I dottori hanno detto che tutto è a posto".

Mezza frecciata di Rafa poi sulla decisione di Roger Federer di fermarsi e saltare la stagione su terra rossa nuovamente. Lo spagnolo aveva attentamente seguito le dichiarazioni dello svizzero a Indian Wells, e si era fatto un'idea sulla situazione. "Aveva detto che gli sarebbe piaciuto giocare contro me al meglio dei cinque set, quindi pensavo che avrebbe giocato il Roland Garros. Due giorni dopo però dice che non gioca sulla terra. È un po' una contraddizione", ha ammesso Nadal ridendo.

Infine sull'orologio in campo che imporrà ad arbitri e giocatori un limite di 25 secondi tra un punto e l'altro. Molto stizzito e contrario Nadal: "Ciò dimostra che la mia opinione non conta niente. Se potesse contare, farei qualcosa. Se giochi uno scambio da 56 colpi come con Novak qualche anno fa (agli US Open 2013, ndr) 25 secondi non sono sufficienti. Forse per il business è meglio, ma non lo è per noi e per il pubblico che si diverte quando giochiamo punti lunghi. Ma l'unica cosa che posso fare è rispettare le regole".