L'analisi di Andy Roddick: "Sono un un po’ preoccupato per Novak Djokovic"

Il campione degli Us Open 2003 vede una nuova generazione che sa come sconfiggere il fuoriclasse serbo

by Andrea Tebaldi
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L'analisi di Andy Roddick: "Sono un un po’ preoccupato per Novak Djokovic"
© Clive Brunskill-Getty Images

Andy Roddick, ex giocatore americano e vincitore di una prova del Grande Slam allo Us Open 2003, da tempo è un acuto commentatore dei fatti che riguardano il tennis. E ha un suo podcast molto seguito sul web. Roddick ha parlato di nuovo dell'Australian Open e della sconfitta in semifinale di Novak Djokovic che è stato battuto in quattro set da Jannik Sinner.

Per l'ex numero 1 del mondo questa partita potrebbe segnare un punto di svolta importante e si è detto un po' preoccupato per il giocatore serbo. Ecco le sue parole.

Andy Roddick: "Sono un po' preoccupato per Djokovic, ci sono giocatori che possono fargli male"

Il campione di New York 2003 ha evidenziato che la "fase di dominio che ha avuto Djokovic in questi ultimi anni e che lo ha portato anche l'anno scorso a vincere tre tornei del Grande Slam facendo per di più finale nel quarto potrebbe essere agli sgoccioli visto che si sta affermando una nuova generazione di tennisti che si mostra sempre più affamata, sempre più competitiva e che ha preso fiducia nella possibilità anche di poterlo battere".

Come è avvenuto per Jannik Sinner che ha sconfitto per tre volte nelle ultime 4 partite Djokovic e per Carlos Alcaraz che lo ha sconfitto in finale a Wimbledon. ”Novak Djokovic – ha affermato Roddick nel corso del suo intervento – era un po' a corto di energie nelle ultime fasi dell'Australian Open.

Ma ci sta. E' stato il migliore di chiunque altro sulla Terra, succederà ancora. E per questo sono un po' preoccupato per lui. Anche perché è in una situazione nella quale gli anni passano. E ci sono giocatori che possono veramente fargli del male.

Una volta che prendono confidenza con lui e si rendono conto di sapere come batterlo e trovano la strada per vincere sarà sempre più dura per lui". "Questa nuova generazione di giocatori non tornerà alla mentalità secondo cui non c'è modo di batterlo", ha concluso il giocatore statunitense originario del Nebraska.

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