Novak Djokovic attacca l'Atp sulle palline: "Il silenzio non cambierà nulla"

Il serbo difende i giocatori che hanno protestato recentemente per i frequenti infortuni a spalle, gomito o polso

by Luca Ferrante
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Novak Djokovic attacca l'Atp sulle palline: "Il silenzio non cambierà nulla"
© Al Bello/Getty Images

Anche Novak Djokovic si è espresso sul tema del momento che sta riguardando il circuito Atp. Secondo il parere di diversi tennisti, l'utilizzo di palline differenti a ogni torneo starebbe causando un numero spropositato di infortuni agli arti superiori.

In una lunga intervista rilasciata a Sportal, il 36enne di Belgrado ha condiviso l'allarme lanciato dai suoi colleghi: "Esiste sicuramente una relazione tra i frequenti infortuni all'articolazione del polso, del gomito e della spalla con i palloni e le loro modificazioni.

Sono assolutamente favorevole a scegliere un tipo di pallina con cui giocare tutti i tornei. Con gli Slam è diverso e più difficile perché ognuno dei tornei più importanti a cui si gioca negozia separatamente quale sponsor avere, ma questo avviene anche nelle competizioni targate Atp.

Ognuno ha il diritto di negoziare separatamente" ha spiegato. Il numero uno del mondo ci ha tenuto a sottolineare: "Dobbiamo semplicemente trovare un modo per unirci, in modo che in ogni categoria del circuito abbiamo una pallina con cui giocare, ovviamente a seconda della superficie.

A volte questo cambio di palla avviene tre volte in tre settimane a seconda di dove giochiamo e incide sulla salute dei giocatori e sulle articolazioni stesse. In questo senso sostengo i tennisti che lamentano e chiedo all’Atp di trovare un modo per risolvere il problema.

Bisogna trovare una soluzione" ha affermato.

Djokovic pretende una reazione da parte dell'Atp

"Non ho visto dall'Atp alcuna dichiarazione riguardo le proteste dei giocatori e queste sono cose per me incomprensibili. Quando hai giocatori di tennis di alto livello che cercano di comunicare con te in pubblico, devi fare una dichiarazione, andare da loro e dire: 'Ok, capiamo, sediamoci e parliamone'

Non capisco perché c'è silenzio. Spero che si rendano conto che deve esserci semplicemente una comunicazione diretta. Inoltre, dovrebbe essere annunciato pubblicamente che hanno ricevuto queste informazioni e che ci stanno lavorando, nel senso che vedranno come trovare una soluzione accettabile. Il silenzio non cambierà nulla" ha concluso Djokovic.

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