Djokovic: “Voglio giocare le Olimpiadi di Parigi. Coppa Davis? Se l’ITF… “

Nole tocca diversi temi in conferenza stampa prima dell'esordio a Valencia

by Luca Ferrante
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Djokovic: “Voglio giocare le Olimpiadi di Parigi. Coppa Davis? Se l’ITF… “
© Aitor Alcalde/Getty Images

Sono tanti i temi toccati da Novak Djokovic nella prima conferenza stampa ufficiale post-Us Open. Il campione serbo ha chiarito sui prossimi obiettivi che ha in mente di realizzare e sull'attuale organizzazione della Coppa Davis, che si appresta a giocare con la maglia della sua nazione a partire da venerdì.

Nole guarda all'orizzonte la partecipazione alle Olimpiadi di Parigi 2024: "Il mio piano è quello di gareggiare ai giochi, sperando di arrivare preparato fisicamente e mentalmente. So che nel 2024 avremo un calendario molto impegnativo, con il Roland Garros sulla terra battuta, Wimbledon sull'erba, le Olimpiadi sulla terra battuta e gli Us Open sul cemento.

Sarà una sfida per tutti, ma questa è la mia intenzione. La manifestazione a cinque cerchi è l’evento più importante nella storia dello sport, quello che si sente in questo evento è molto particolare e non può essere paragonato al resto dei tornei" ha evidenziato.

Il parere sulla Coppa Davis

"Non penso che sia colpa di Piqué, quindi non lo criticherò. Penso che l’Itf sia l'organo che prende l’ultima decisione, anche quella di cinque anni di modificare il format.

Sono entrati nel Gruppo Kosmos perché hanno visto un'opportunità di crescita, ma non vedo nessuno rimproverare nulla all'Itf. Tutti scommettevano su un cambio di formato, tutti erano d'accordo che il vecchio avesse bisogno di un ammodernamento.

Ora è il momento di trovare un equilibrio. Nel 2019 tutti hanno giocato a Madrid, lasciando il 99% dei Paesi senza possibilità di giocare in casa. La Serbia, ad esempio, non gioca le partite di qualificazione in casa da 4-5 anni, per noi è troppo tempo senza far vedere ai serbi i suoi giocatori" ha aggiunto.

Poi ha rimarcato: "Il format ha bisogno di una revisione, ma non essendo nell'Itf non posso dirvi cosa stia succedendo. Spero che consultino i giocatori per il cambio, visto che non lo fanno mai. Per il bene del tennis e della sua storia, questa competizione deve sopravvivere, perché è il torneo a squadre più longevi che abbiamo. Non c'è niente di più importante che rappresentare il tuo Paese" ha concluso.

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