'Sei il mostro del tennis?': l'esilarante risposta di Novak Djokovic



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'Sei il mostro del tennis?': l'esilarante risposta di Novak Djokovic

Novak Djokovic ha risollevato la sua stagione vincendo Wimbledon, gli Internazionali BNL d’Italia, l’ATP 250 di Tel Aviv e l’ATP 500 di Astana. Il fuoriclasse serbo ha incontrato diversi problemi quest’anno a causa della sua scelta di non vaccinarsi contro il Coronavirus, che gli ha fatto saltare gli Australian Open e gli US Open.

L’ex numero 1 del mondo ha dovuto rinunciare anche a tutti i Masters 1000 americani (Indian Wells, Miami, Montreal e Cincinnati), oltre ad aver subito un grave danno d’immagine. Dopo la delusione patita al Roland Garros, il 35enne di Belgrado ha trionfato a Wimbledon per la quarta volta consecutiva (la settima in assoluto).

Nole ha così eguagliato il suo idolo Pete Sampras e si è issato a quota 21 Slam, ad una sola lunghezza di distanza dal suo eterno rivale Rafael Nadal. Il ‘Djoker’ vuole chiudere bene la stagione, in attesa di sapere se potrà recarsi in Australia il prossimo gennaio.

In conferenza stampa prima del Masters 1000 di Parigi-Bercy, è stato domandato a Djokovic se gli piacerebbe essere considerato il ‘mostro del tennis’ (un parallelismo favorito dalla vicinanza con Halloween).

Djokovic vuole chiudere in bellezza

“Il mostro? Non so il significato di questa parola nella tua lingua, ma nella mia non ha un’accezione positiva” – ha risposto Djokovic. “Preferisco non essere il mostro del tennis.

Però è fantastico avere un bilancio positivo contro i top players” – ha aggiunto il 21 volte campione Slam. Nole ha rivelato che i campi di Bercy sono stati velocizzati rispetto al 2021: “Non sempre quello che vuole il torneo è uguale a ciò che vogliono i giocatori.

Poco fa Cedric Pioline mi ha detto che hanno deciso di velocizzare i campi perché molti tennisti si erano lamentati della lentezza delle condizioni dell’anno scorso. Penso sia giusto, hanno il diritto di farlo.

Ognuno è diverso, non c’è una superficie ideale per tutti. Ci sono stati anni in cui i campi erano molto rapidi qui e altri in cui erano medio-lenti. I cambiamenti dipendono anche dalle richieste dei giocatori di casa”. Photo credit: Getty Images