"Non mi sento così vecchio": Novak Djokovic esclude il ritiro a breve termine



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"Non mi sento così vecchio": Novak Djokovic esclude il ritiro a breve termine

Non male per uno che non disputava una partita da Wimbledon. Novak Djokovic, protagonista del day-2 nella Laver Cup, dopo il nettissimo successo ai danni di Frances Tiafoe in singolare si è anche tolto lo sfizio di vincere il doppio al fianco di Matteo Berrettini, che in apertura di giornata aveva invece bissato il successo datato 2021 contro Felix Auger Aliassime.
"Non ho avuto l'impressione di essere stato lontano dai campi per così tanto" ha detto Djokovic in conferenza stampa.

"Non ho commesso troppi errori, né in singolare né in doppio quindi sono abbastanza felice di come sono andate le cose. Dopo qualche mese fuori può essere imprevedibile, ma allenandomi in questi giorni ho capito che le cose sarebbero andate bene" ha spiegato il serbo.

Utilizzando Berrettini come metro di paragone, il serbo ha provato ad analizzare la questione ritiro dopo il match d'addio di Federer. "Mi sento più vecchio di Matteo, perché lo sono, ma non mi sento ancora così vecchio da smettere.

Penso che il mio corpo risponda ancora bene, ovviamente a quest'età le cose per il fisico sono diverse rispetto a quando hai 25 o 26 anni, ma non gioco neanche più tanto. Il mio obiettivo è vincere i grandi eventi, gli Slam e alcuni tornei del circuito ATP, questo è quello che mi ispira maggiormente" "Penso che la Laver Cup sia una manifestazione incredibile.

Più passano gli anni, più le esperienze dirette con gli altri giocatori migliorano. Avevo giocato solo una volta [a Chicago, nel 2018] ma quest'anno è stata decisamente più emozionante visto il contento e il ritiro di Roger.

Ci rispettiamo reciprocamente, lo abbiamo sempre fatto, ma ovviamente c'è un'atmosfera diversa rispetto a quella che c'è nel Tour" Con Berrettini un doppio divertente, sì, ma soprattutto forte.

Con Djokovic che nel corso dell'intervista a bordocampo non ha negato la volontà di rifarlo nuovamente. "Non abbiamo avuto tempo di preparare la partita, anche perché abbiamo giocato dieci minuti dopo il mio singolare con Tiafoe.

Ci eravamo già detti qualcosa prima, negli spogliatoi. Mentre cercavo di mangiare qualcosa, abbiamo parlato un po' del piano tattico. A ogni modo non abbiamo avuto modo di parlare neanche dopo perché abbiamo finito molto tardi ed eravamo tutti molto stanchi.

Da come abbiamo giocato però sembrava non fosse la prima volta. Spero avremo ancora delle possibilità di giocare insieme" Djokovic si è soffermato inevitabilmente anche sull'assenza negli Stati Uniti e sui piani futuri.

"Tutti i giocatori vogliono programmarsi in base al calendario, soprattutto quando ci sono da preparare gli allenamenti e tutto il resto. Comunque ho una struttura di allenamenti a Belgrado quindi ho passato lì la stragrande maggioranza del mio tempo.

Voglio dire, in questo periodo della mia carriera non si tratta di giocare un torneo ogni settimana, non voglio farlo perché sono ancora più concentrato su tutto il resto. Un'altra cosa che mi motiva è visitare possti nuoi, ecco perché ho scelto Nur-Sultan e Tel Aviv"