Troicki: "A Novak Djokovic piace moltissimo aiutare gli altri"



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Troicki: "A Novak Djokovic piace moltissimo aiutare gli altri"

Novak Djokovic non ha più messo piede in campo dopo aver vinto il suo settimo titolo a Wimbledon il mese scorso. Il fuoriclasse serbo ha battuto Nick Kyrgios in finale e si è aggiudicato il suo 21° Slam. L’ex numero 1 del mondo ha così risollevato una stagione difficile, oltre ad aver accorciato il gap che lo separa da Rafael Nadal nella classifica all-time dei Major.

Non essendo vaccinato contro il Coronavirus, Nole non ha potuto partecipare ai Masters 1000 di Montreal e Cincinnati. Allo stato attuale delle cose, la sua presenza agli US Open sembra improbabile. Sebbene il CDC abbia equiparato vaccinati e non vaccinati sul piano del trattamento interno, le regole alla frontiera non sono state modificate per il momento.

Il 35enne di Belgrado ha già chiarito che non disputerà tornei minori per raccogliere punti in classifica. In una lunga intervista concessa al portale ‘We Love Tennis’, Viktor Troicki ha speso belle parole per il 21 volte campione Slam.

Djokovic e Troicki si conoscono da molti anni e facevano parte della squadra serba che ha vinto la Coppa Davis nel 2010.

Troicki elogia Nole Djokovic

“Conosco Novak Djokovic da molto tempo, è un mio grande amico” – ha esordito Troicki.

“Mi è stato vicino nel momento più difficile della mia carriera. Molti non sanno che a Nole piace tantissimo aiutare le altre persone. Affronta i problemi con razionalità e cerca soluzioni. È stato importantissimo per me.

Abbiamo lo stesso obiettivo, cioè permettere ai ragazzi del nostro Paese di allenarsi come si deve, cosa che non sempre abbiamo potuto fare noi ai nostri tempi” – ha aggiunto. Viktor sostiene che Djokovic sia il GOAT: “Novak è meno popolare rispetto a Federer e Nadal per una serie di ragioni.

Innanzitutto, Roger e Rafa sono arrivati prima di lui e hanno instaurato il loro dominio. Djokovic è venuto dopo, peraltro da un Paese piccolo come la Serbia. Tante persone propendono per Federer e Nadal soltanto perché si sono affezionate a loro per primi”.