Schett: "Novak Djokovic ha tutto il tempo per vincere altri Slam"



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Schett: "Novak Djokovic ha tutto il tempo per vincere altri Slam"

Novak Djokovic è ancora iscritto agli US Open, che scatteranno lunedì 29 agosto a Flushing Meadows, ma la sua presenza è in forte dubbio. Benché il CDC abbia equiparato vaccinati e non vaccinati sotto il profilo del trattamento interno, le regole alla frontiera non sono state modificate per il momento.

Il fenomeno serbo ha vissuto una stagione abbastanza tribolata a causa della sua scelta di non vaccinarsi contro il Coronavirus, ma è comunque riuscito ad imporsi a Wimbledon per la settima volta nella sua carriera.

Eguagliando il suo idolo Pete Sampras, il 35enne di Belgrado si è issato a quota 21 Slam e ha accorciato il gap che lo separa da Rafael Nadal nella classifica all-time. Il pupillo di Goran Ivanisevic non aveva potuto giocare gli Australian Open ad inizio anno, venendo espulso dal Paese al termine di un’assurda telenovela durata quasi due settimane.

Ai microfoni di Eurosport, Barbara Schett – ex numero 7 WTA e apprezzata opinionista – ha analizzato nel dettaglio le prospettive del ‘Djoker’. Novak ha già chiarito che non disputerà tornei minori per andare a caccia di punti.

Djokovic è ancora iscritto agli US Open

“Novak Djokovic si sta allenando come se potesse partecipare agli US Open. Se ci sarà un cambiamento dell’ultimo minuto, sarà lieto di esserci. In caso contrario, la sua vita andrà avanti senza problemi” – ha dichiarato Barbara.

“Penso che Nole giocherà ancora per molti anni. Il suo fisico sta bene, non ha avuto tanti infortuni e ha tutte le carte in regola per ottenere il record di Slam. Non è lontano, gli manca un solo Major per eguagliare Rafa Nadal.

Vedo Djokovic in campo per altri 2-3 anni, mentre Rafa ha a disposizione una finestra più ristretta” – ha aggiunto. Schett stima molto il serbo: “Non è stato un anno semplice per lui. Ancora non sa se potrà andare a New York, dove sarebbe il grande favorito.

È il migliore al mondo e riesce ad uscire anche dalle situazioni più critiche. Al tempo stesso, sapeva che non vaccinandosi avrebbe dovuto accettare certe conseguenze”.