Clay Travis: "Non ci sono più scuse per non far entrare Novak Djokovic"



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Clay Travis: "Non ci sono più scuse per non far entrare Novak Djokovic"

Dopo alcuni mesi relativamente tranquilli, il calendario di Novak Djokovic è tornato ad essere un’incognita. L’ex numero 1 del mondo non sa se potrà recarsi negli Stati Uniti per disputare lo US Open, che scatterà lunedì 29 agosto a Flushing Meadows (New York).

Il fenomeno serbo ha vissuto un 2022 abbastanza tribolato, complice anche la sua scelta di non vaccinarsi contro il Coronavirus. Nole non ha potuto difendere il titolo agli Australian Open ad inizio anno ed è stato espulso dal Paese dopo una telenovela durata quasi due settimane.

Per lo stesso motivo, il 35enne di Belgrado ha dovuto rinunciare anche ai Masters 1000 di Indian Wells e Miami in primavera. Il pupillo di Goran Ivanisevic ha risollevato la sua stagione trionfando a Wimbledon per la settima volta in carriera e ha eguagliato il suo idolo Pete Sampras.

Il ‘Djoker’ si è così issato a quota 21 Slam, accorciando il gap che lo separa da Rafael Nadal nella classifica all-time. Qualche ora fa, il CDC ha annunciato che le persone non vaccinate saranno sottoposte alle stesse regole vigenti per i vaccinati.

Si apre dunque uno spiraglio per Novak, quando mancano poco più di due settimane all’inizio dell’ultimo Major stagionale.

Si apre uno spiraglio per Nole

Attraverso il suo profilo Twitter, Clay Travis – giornalista sportivo e fondatore di OutKick – si è schierato dalla parte di Novak Djokovic.

“Come gli può essere impedito di giocare gli US Open quando il CDC ha appena ufficializzato che non c’è più alcuna differenza tra vaccinati e non vaccinati? Non ci sono più scuse per non farlo entrare.

Discorso chiuso” – ha scritto Travis. Gli ha fatto eco Nebojsa Jovanovic: “Non riesco a capire per quale motivo gli organizzatori dello US Open non abbiano ancora scritto una lettera per convincere il governo a far entrare Nole.

Si sono limitati a dire che rispetteranno le normative vigenti per quanto concerne l’ingresso degli stranieri. Se Roger Federer o Rafael Nadal avessero avuto un problema analogo, sono convinto che avrebbero fatto di tutto per risolverlo”.