Jo Durie si schiera dalla parte di Novak Djokovic



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Jo Durie si schiera dalla parte di Novak Djokovic

Dopo alcuni mesi tranquilli, Novak Djokovic è finito nuovamente nell’occhio del ciclone. L’ex numero 1 del mondo attende infatti di sapere se potrà volare o meno negli Stati Uniti per disputare gli US Open.

Non essendo vaccinato contro il Coronavirus, al fenomeno serbo sarebbe precluso l’ingresso nel Paese. Il 21 volte campione Slam ha già pagato a caro prezzo questa sua scelta, non avendo potuto difendere il titolo agli Australian Open ad inizio anno.

Per lo stesso motivo, il 35enne di Belgrado aveva dovuto saltare anche i Masters 1000 di Indian Wells e Miami in primavera. Dopo la delusione patita al Roland Garros, Nole si è riscattato a Wimbledon trionfando per la settima volta ed eguagliando il suo idolo Pete Sampras.

Il ‘Djoker’ ha inoltre accorciato il gap che lo separa da Rafael Nadal nella classifica all-time degli Slam. In conferenza stampa durante i Championships, il pupillo di Goran Ivanisevic ha escluso la possibilità di giocare tornei minori per andare a caccia di punti.

Nel corso di un’intervista a ‘Tennis365’, l’ex numero 1 britannica Jo Durie si è schierato dalla parte di Djokovic.

Jo Durie difende Djokovic

“La stagione è iniziata in maniera tremenda per Novak Djokovic.

C’è stato tutto quel casino in Australia e lui ha subito un grave danno d’immagine. Ora rischia di non poter giocare gli US Open. Ha già dovuto rinunciare al Canadian Open perché non è vaccinato.

Nole è fortissimo mentalmente, ma non è semplice nemmeno per lui gestire tutto questo stress. Purtroppo sono queste le regole negli USA al momento” – ha illustrato Durie. “Quasi tutti i Paesi hanno allentato le misure per l’ingresso degli stranieri, ma non sono io a dover prendere questa decisione.

Sarebbe un peccato se non giocasse l’ultimo Major stagionale, anche perché sarebbe il favorito” – ha aggiunto. In un’intervista a ‘La Repubblica’, Goran Ivanisevic si era mostrato abbastanza scettico al riguardo: “Novak farà di tutto per esserci, magari con un visto speciale.

Tuttavia, mancano poche settimane e personalmente dubito che Biden cambi le regole prima dell’inizio del torneo”.